sabato 10 maggio 2014
Fateci gli auguri!
sabato 5 aprile 2014
Gente da spazzatura
- è una testata telematica quotidiana dedicata a Roma e al suo territorio. Ogni giorno una redazione giovane e dinamica alimenta una piattaforma estremamente sofisticata che permette al quotidiano online di essere tra i primi giornali del mattino a rilasciare le notizie più aggiornate.
sabato 8 febbraio 2014
Il giorno delle 300 candele
Prefazione di PIERO LEODI
Le fotografie della fiaccolata sono di CLAUDIO FRATI
Seconda edizione, dunque, dopo oltre vent'anni. Un documento storico, con foto e testi che altrimenti sarebbero andati perduti.
A parte questo, un pezzo importante - secondo me - per alcune ragioni:
sabato 25 gennaio 2014
La Memoria che verra'
sabato 14 dicembre 2013
Sinti di Buccinasco
AL DIRETTORE de "IL GIORNO"Gentile Signor Giancarlo Mazzuca,
sabato 7 dicembre 2013
Lettera al corriere della sera a proposito di un funerale Rom
Sono un attivista Rom che da 30 anni condivide la realtà quotidiana dei Rom e Sinti. Ho riflettuto prima di scriverle per l'antica abitudine a sopportare il pregiudizio e la discriminazione, ma alla fine sento il bisogno di rispondere al suo articolo scritto sul "Corriere della Sera" apparso martedì 26 novembre 2013 a pagina 3 della cronaca di Milano a proposito dei funerali di Luca Braidic. Lei parla di "Funerali..........con più poliziotti che familiari"; "celebrati il più in fretta possibile"; e soprattutto di "funerali da boss di mafia...".
sabato 19 ottobre 2013
Domande e ricordi
sabato 12 ottobre 2013
Milano, pullman alunni rom
sabato 7 settembre 2013
Video Informativo - Pretend Your Rights!
Pubblicato in data 03/set/2013
sabato 29 giugno 2013
Pensieri in liberta' provvisoria
sabato 16 marzo 2013
Sposa bambina: Comunicato sulla sentenza
ROM ASSOLTI DAI REATI DI VIOLENZA SESSUALE DI GRUPPO, RIDUZIONE IN SCHIAVITU' E MALTRATTAMENTI
Nessuna violenza sessuale di gruppo. Nessuna riduzione in schiavitù, né alcuna tratta degli esseri umani. Nessun maltrattamento su minorenne. Nessun matrimonio forzato. E' netta la sentenza pronunciata oggi dal Tribunale di Pisa nel processo cosiddetto "della sposa bambina".
sabato 2 febbraio 2013
Memors, un museo virtuale per ricordare l'olocausto di Rom e Sinti
sabato 1 dicembre 2012
Dubbi
- Perché Pirlo si incazza quando scrivono che è Sinto?
- Perché negli articoli sul calcioscommesse la parola evidenziata è ZINGARI, quando di zingari non c'è ombra?
sabato 10 novembre 2012
Razzismo e storie oscure
sabato 13 ottobre 2012
Liguria: 2,3 mln per formazione artigianale giovani disoccupati e rom e sinti
sabato 1 settembre 2012
Esposto all'Ordine dei Giornalisti della Sardegna

Il sottoscritto rappresentante dell'Associazione sarda contro l'Emarginazione (Asce) e delegato ad acta della onlus Fondazione Anna Ruggiu di Cagliari, dell'Associazione 2000 [R]esistenze di Monastir, del CagliariSocialForum di Cagliari e del Gruppo EveryOne
sabato 30 giugno 2012
ROMA: speciale Tor de Cenci
| Video | |
domenica 24 giugno 2012
Rom e Sinti al tempo della rete
sabato 12 maggio 2012
Diario di un razzista
Me ne vanto di meno quando incontro un francese o un inglese: mi guardano sempre con quella superiorità di chi è un popolo da almeno 1000 anni, mentre di Italia se ne è cominciato a parlare da neanche 200. Ma in casa ho il TV color, il DVD, l'HiFi e tutte quelle cose col nome inglese. Se me le portassero via, mi sentirei un po' nero anch'io. E ho paura.
Gli zingari non hanno tutte queste cose, ecco mi sentirei un po' zingaro...
Loro non pagano le tasse come me, per scacciare la paura loro rubano i TV color, e poi li rivendono a noi italiani, o ci allevano dentro le galline. Io, piuttosto che rimanere senza TV color, lo comprerei persino da uno zingaro (e magari ci risparmio, basta stare zitti).
Io pago le tasse per stare in pace, e con le tasse mando i figli a scuola. Adesso, anche gli zingari vogliono mandare a scuola i figli (con i soldi che paghiamo noi!) Abbiamo fatto un presidio, alla fine alcuni loro genitori li hanno ritirati dalla scuola. Poi, andando a lavoro, ho trovato uno di questi bambini zingari per strada. Magari quel bambino andava a chiedere il mangel, o a rubare. M'è venuto un pensiero strano in testa: e se quello andava a rubare, io con quelli del presidio (tutti italiani, lavoratori, padri di famiglia) non è che ce l'abbiamo mandato noi??
A scuola, con gli zingari, stanno succedendo cose strane: prima, o i soldi (le mie tasse!) non venivano spesi, oppure dovevamo pagare di tasca nostra quello che lo stato ci doveva. Adesso la scuola ha tutta una serie di finanziamenti che neanche mi aspettavo. Però gli zingari sono sporchi: adesso a scuola hanno chiesto persino una lavatrice. Ho fatto 2 conti: se ci tassiamo noi genitori, avremo la lavatrice a scuola, e forse ci risparmiamo su quello che pagavamo prima (o almeno andiamo in pari).
La lavatrice: è un idea che ho avuto parlando col dottore; però si è aperto un nuovo problema. Il campo degli zingari fa schifo solo ad immaginarlo... non c'è acqua o corrente, certo che i bambini arrivano sporchi a scuola. Ma, se per caso lì dentro scoppiasse un'epidemia, le malattie (che non sono razziste come me), prima o poi arrivano anche da noi. Potremmo fare un nuovo presidio, perché gli zingari vadano via, magari al posto del campo, non faranno un parco, ma speriamo almeno in un supermercato (ce ne sono già altri otto). E poi, mi sono detto: "Quelli" dove vanno? Non che me ne importi, ma lo so già, staranno qui attorno e gireranno nuovamente nel quartiere. Anche ad arrestarli tutti, poi dove li si mette? Io non so più se sono razzista, o se è solo la paura che scrivevo all'inizio... ma tra uno zingaro che ho già visto e uno sconosciuto che verrà poi, forse preferisco quello che ho già visto, che il figlio va a scuola, che magari gli ho dato dei vestiti alla mamma… Cercate di capirmi!
Credo che il Comune non ascolterà questi pensieri di un razzista, e sgombererà il campo con la polizia e con le ruspe (che io pago con le mie tasse). Si aspetterà che gli sia grato di questo quando ci saranno le elezioni. Dopo le elezioni, avremo un altro accampamento abusivo, poco distante dal primo, e dovremo ricominciare ad odiarci da capo, come se niente fosse successo.
Odiare per me non è un problema, sono abituato. Sono molto più preoccupato perché le mie tasse da anni sono finite in un giro vizioso: polizia, ruspe, sgombero dell'immondizia quando non se ne può più. Ogni anno senza che niente possa cambiare. Gli zingari montano un campo, il Comune lo smonta, il Comune monta un campo, gli zingari lo demoliscono.
Forse sarebbe meno pesante per le mie tasche, se il Comune li pagasse per montare, e tenere in ordine, dove li manda. I soldi, ho scoperto ci sono, ma se non vengono spesi, non è che saranno investiti per fare quel parco che avremmo bisogno. No! Tornano in tesoreria, o a Bruxelles o chissà dove. Ho il sospetto che per farmi un favore, mi nascondano i soldi... e questo non è bello, se sei convinto che i ladri siano gli zingari!
Insomma, caro diario, sono sempre razzista, ma a ragionare mi è venuto una gran mal di testa. Cosa mi rimane di sicuro? La mia paura. Se non ne avessi così tanta, parlerei con gli zingari per capire chi è il ladro. Ma non ne sono capace, e forse anche lo zingaro avrà paura di parlare con me. Saremo condannati ad odiarci, e per fortuna è quello che sappiamo fare meglio.
sabato 14 aprile 2012
Un altro libro???
VICINI DISTANTI cronache da via Idro
a cura di Fabrizio Casavola
LIGERA edizioni - collana Idee
128 pagine - 14 euro
Dall'Introduzione
Ho fatto un calcolo: quasi metà dei gagé che conosco ha scritto almeno un libro. In compenso l'Italia rimane da anni uno dei paesi dove si legge di meno.
Probabilmente è questo il motivo per cui fino ad ora non avevo mai nemmeno provato a scrivere qualcosa. Silenziosamente divoro libri su libri, ma ancora non ho imparato a farne uno.
E infatti, cercavo di tranquillizzarmi mentre scrivevo queste righe, ci vuole coraggio a definire libro le pagine che avete in mano. Non c'è traccia di poesia, e neanche una trama. Di certo non è un saggio o un testo di studio. Inoltre ricordi e considerazioni non hanno una scansione temporanea lineare, e rischierete di vagare avanti e indietro nel tempo, alla ricerca di una logica.
Se accettate il mio suggerimento, prendetele come una serie di istantanee messe in lettera, non sempre conseguenti, da cui potranno sortire (sempre che lo vogliate) ragionamenti, riflessioni o un semplice cazzeggio. Il tipo di scrittura è molto simile a quella che ho imparato ad adoperare in Internet: più da blog e facebook che da twitter. Amo la sintesi ma il limite dei 140 caratteri non fa per me.
Ci sono poi dei motivi per cui ho deciso di rivolgermi a voi in questo modo:
Come vedrete andando avanti, scriverò di Rom, o almeno di quel poco che conosco di loro, sapendo che posso sbagliare ed essere corretto a mia volta. Quelli di cui parlo non sono Rom immaginari o da rotocalco, ma persone reali con cui ho agito, discusso, riso, litigato per anni.
A volte mi chiedo quanto ha influito la loro cultura orale nel creare questo rapporto, così che non mi limitassi a considerarli solo carne da studiare sui libri, ma persone con una ricchezza interiore da conoscere "sul campo". Purtroppo la bellezza di una cultura orale è impotente di fronte alla protervia degli amministratori e delle "giacche blu". Per questo, circa 10 anni fa cominciai a raccogliere quanti più documenti e testimonianze scritte possibili, sapendo che questo tipo di memoria orale è destinata a soccombere nel confronto con una società esterna molto più numerosa, organizzata e strutturata.
Internet ha fatto il resto, mettendo in rete e rendendo disponibili tutta una serie di informazioni che altrimenti sarebbero rimaste patrimonio di pochi circoli ristretti.
Arrivo al secondo punto. Anche se si crede che le società nomadi (o le comunità straniere in genere: basta pensare a tutto quello che si dice dei cinesi) siano società chiuse ed impermeabili alle novità – progresso – mondo esterno ecc., ho constatato di persona che non è così. Come evolve la nostra società, evolve la loro, al doppio della velocità. Ci mischiamo e interagiamo di continuo, anche senza accorgercene.
La storia dei Rom che segue è scandita da numerosi e ripetuti tentativi di contatto con il mondo dei gagé. Conosco molte persone che hanno raccolto il loro richiamo, ma a livello mediatico e della cosiddetta opinione pubblica è come se si continuasse a vivere in mondi impermeabili.
Prima che risorse, i Rom rappresentano un problema, posto in quartieri problematici a loro volta. Lo sa bene chi conosce via Padova (ed il quartiere attorno a via Idro) che li accoglie da decenni. Ora che qualcosa s'è mosso, ci sono studiosi ed universitari che studiano la via, alcuni li ho accompagnati al campo di via Idro. Magari hanno poi scritto cose bellissime, ma non hanno avuto il coraggio di studiare assieme i due piani del problema, che potrà (può, per i più ottimisti) evolvere a risorsa se viene affrontato nella sua globalità.
Quindi, questa è una storia disordinata di cui sta a voi rintracciare i tanti fili. Una storia che spero possa svelarvi qualcosa su chi rimane sconosciuto e misterioso, nonostante oltre 40 anni di presenza in zona. Racconti, comunicati, frammenti di discorsi, gioie ed amarezze, che sarebbe bello condividere, e magari tramandare.
E', in poche parole, la testimonianza di un tentativo forse unico, di comunicare e crescere con la società esterna, però nel costante rispetto della propria cultura ed identità. Con tutte le contraddizioni affrontate e da affrontare.
E non mancherà qualche incursione nella cronaca nazionale, o nel dibattito eterno su cosa significhi vivere in periferia (su cosa sia la periferia, visto che i centri storici sono ormai quasi ovunque territori residuali e disabitati). Nessuno vive su un'isola.
Leggendo potreste trovarvi a scorgere voi stessi dall'oblò di una roulotte, quasi foste voi per una volta rinchiusi in un campo o in uno zoo.
Tutto questo, avevo bisogno di metterlo su carta. Il resto, le notizie quotidiane dai Rom e dai Sinti di tutto il mondo, potete sempre trovarle sul mio blog [...]
- Non sono bravo nei ringraziamenti: sicuramente vanno agli abitanti del villaggio di via Idro, con cui ne ho fatte di tutti i colori... alle persone ed alle organizzazioni citate (qualcuno/a l'avrò sicuramente dimenticato/a). Un grazie particolare a Stefania Ragusa, che non solo mi ha aiutato nella correzione delle bozze, ma ha anche tentato di spiegarmi qualcosa dello strano mondo dell'editoria.
Infine, un grazie in anticipo a chi, per qualsiasi motivo, mi darà una mano a presentare queste storie.
Attualmente disponibile presso:
- Enoteca Ligera, via Padova 133, Milano (aperta dalle 18.00 alle 2.00, chiusura settimanale martedì)
- Il Passalibro, via Dal Pozzo Toscanelli 10, Milano
- Ilponte.it - spazio libri caffè Rubino, via Festa del Perdono 14 - Mm1 Duomo - Mm3 Missori
- Cartolibreria Vono Barbara, via Rucellai 12, 20126 Milano
- oppure contattare l'autore: info@sivola.net
- la Libreria del Mondo Offeso non l'ha voluto (evitate quindi di perdere tempo lì e di farlo perdere a loro)