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sabato 12 aprile 2014

8 aprile 2014, le associazioni dei Rom e dei Sinti lanciano la campagna nazionale

 da RICONOSCIMENTO DI SINTI E ROM

8 aprile 2014 43° Giornata internazionale del popolo rom e sinto. Le associazioni dei Rom e dei Sinti lanciano la campagna nazionale per il riconoscimento giuridico della minoranza storico-linguistica rom e sinta in Italia

L'8 aprile cade la 43.ma ricorrenza del Romano Dives, la Giornata internazionale del popolo rom e sinto. In questa occasione laFederazione Rom e Sinti Insieme (formata da 29 associazioni che operano a livello locale, regionale e interregionale) e le associazioniRoma onlus, Romni onlus, FutuRom, Amalipé Romanò, Forum Campania Rom, Cittadinanza e minoranze, Antica sartoria rom, Theatre Rom, Museo del viaggio "Fabrizio De André" Isernia, Rom per il futuro, Gruppo di azione Rom Piemonte (Romano pala tetehara, Romano Ilo, Romano Buci, Rom e gagi insieme) Associazione Lumine lanciano la

sabato 8 febbraio 2014

Il giorno delle 300 candele



Prefazione di PIERO LEODI
Le fotografie della fiaccolata sono di CLAUDIO FRATI
Dall'introduzione
Seconda edizione, dunque, dopo oltre vent'anni. Un documento storico, con foto e testi che altrimenti sarebbero andati perduti.
A parte questo, un pezzo importante - secondo me - per alcune ragioni:

sabato 14 aprile 2012

Un altro libro???


VICINI DISTANTI cronache da via Idro
a cura di Fabrizio Casavola
LIGERA edizioni - collana Idee
128 pagine - 14 euro

Dall'Introduzione
Ho fatto un calcolo: quasi metà dei gagé che conosco ha scritto almeno un libro. In compenso l'Italia rimane da anni uno dei paesi dove si legge di meno.

Probabilmente è questo il motivo per cui fino ad ora non avevo mai nemmeno provato a scrivere qualcosa. Silenziosamente divoro libri su libri, ma ancora non ho imparato a farne uno.

E infatti, cercavo di tranquillizzarmi mentre scrivevo queste righe, ci vuole coraggio a definire libro le pagine che avete in mano. Non c'è traccia di poesia, e neanche una trama. Di certo non è un saggio o un testo di studio. Inoltre ricordi e considerazioni non hanno una scansione temporanea lineare, e rischierete di vagare avanti e indietro nel tempo, alla ricerca di una logica.

Se accettate il mio suggerimento, prendetele come una serie di istantanee messe in lettera, non sempre conseguenti, da cui potranno sortire (sempre che lo vogliate) ragionamenti, riflessioni o un semplice cazzeggio. Il tipo di scrittura è molto simile a quella che ho imparato ad adoperare in Internet: più da blog e facebook che da twitter. Amo la sintesi ma il limite dei 140 caratteri non fa per me.

Ci sono poi dei motivi per cui ho deciso di rivolgermi a voi in questo modo:

Come vedrete andando avanti, scriverò di Rom, o almeno di quel poco che conosco di loro, sapendo che posso sbagliare ed essere corretto a mia volta. Quelli di cui parlo non sono Rom immaginari o da rotocalco, ma persone reali con cui ho agito, discusso, riso, litigato per anni.

A volte mi chiedo quanto ha influito la loro cultura orale nel creare questo rapporto, così che non mi limitassi a considerarli solo carne da studiare sui libri, ma persone con una ricchezza interiore da conoscere "sul campo". Purtroppo la bellezza di una cultura orale è impotente di fronte alla protervia degli amministratori e delle "giacche blu". Per questo, circa 10 anni fa cominciai a raccogliere quanti più documenti e testimonianze scritte possibili, sapendo che questo tipo di memoria orale è destinata a soccombere nel confronto con una società esterna molto più numerosa, organizzata e strutturata.

Internet ha fatto il resto, mettendo in rete e rendendo disponibili tutta una serie di informazioni che altrimenti sarebbero rimaste patrimonio di pochi circoli ristretti.
Arrivo al secondo punto. Anche se si crede che le società nomadi (o le comunità straniere in genere: basta pensare a tutto quello che si dice dei cinesi) siano società chiuse ed impermeabili alle novità – progresso – mondo esterno ecc., ho constatato di persona che non è così. Come evolve la nostra società, evolve la loro, al doppio della velocità. Ci mischiamo e interagiamo di continuo, anche senza accorgercene.

La storia dei Rom che segue è scandita da numerosi e ripetuti tentativi di contatto con il mondo dei gagé. Conosco molte persone che hanno raccolto il loro richiamo, ma a livello mediatico e della cosiddetta opinione pubblica è come se si continuasse a vivere in mondi impermeabili.

Prima che risorse, i Rom rappresentano un problema, posto in quartieri problematici a loro volta. Lo sa bene chi conosce via Padova (ed il quartiere attorno a via Idro) che li accoglie da decenni. Ora che qualcosa s'è mosso, ci sono studiosi ed universitari che studiano la via, alcuni li ho accompagnati al campo di via Idro. Magari hanno poi scritto cose bellissime, ma non hanno avuto il coraggio di studiare assieme i due piani del problema, che potrà (può, per i più ottimisti) evolvere a risorsa se viene affrontato nella sua globalità.

Quindi, questa è una storia disordinata di cui sta a voi rintracciare i tanti fili. Una storia che spero possa svelarvi qualcosa su chi rimane sconosciuto e misterioso, nonostante oltre 40 anni di presenza in zona. Racconti, comunicati, frammenti di discorsi, gioie ed amarezze, che sarebbe bello condividere, e magari tramandare.
E', in poche parole, la testimonianza di un tentativo forse unico, di comunicare e crescere con la società esterna, però nel costante rispetto della propria cultura ed identità. Con tutte le contraddizioni affrontate e da affrontare.

E non mancherà qualche incursione nella cronaca nazionale, o nel dibattito eterno su cosa significhi vivere in periferia (su cosa sia la periferia, visto che i centri storici sono ormai quasi ovunque territori residuali e disabitati). Nessuno vive su un'isola.

Leggendo potreste trovarvi a scorgere voi stessi dall'oblò di una roulotte, quasi foste voi per una volta rinchiusi in un campo o in uno zoo.

Tutto questo, avevo bisogno di metterlo su carta. Il resto, le notizie quotidiane dai Rom e dai Sinti di tutto il mondo, potete sempre trovarle sul mio blog [...]

    Non sono bravo nei ringraziamenti: sicuramente vanno agli abitanti del villaggio di via Idro, con cui ne ho fatte di tutti i colori... alle persone ed alle organizzazioni citate (qualcuno/a l'avrò sicuramente dimenticato/a). Un grazie particolare a Stefania Ragusa, che non solo mi ha aiutato nella correzione delle bozze, ma ha anche tentato di spiegarmi qualcosa dello strano mondo dell'editoria.
    Infine, un grazie in anticipo a chi, per qualsiasi motivo, mi darà una mano a presentare queste storie.

Attualmente disponibile presso:

  • Enoteca Ligera, via Padova 133, Milano (aperta dalle 18.00 alle 2.00, chiusura settimanale martedì)
  • Il Passalibro, via Dal Pozzo Toscanelli 10, Milano
  • Ilponte.it - spazio libri caffè Rubino, via Festa del Perdono 14 - Mm1 Duomo - Mm3 Missori
  • Cartolibreria Vono Barbara, via Rucellai 12, 20126 Milano
  • oppure contattare l'autore: info@sivola.net

  • la Libreria del Mondo Offeso non l'ha voluto (evitate quindi di perdere tempo lì e di farlo perdere a loro)

sabato 2 luglio 2011

Alcune cose che so di loro

Siete avvisati: non scriverò cose simpatiche.

Stamattina s'è svolta a Milano la conferenza stampa di presentazione della neonata Consulta Rom, iniziativa per una volta presentata con rilievo da diversi media.

Per quanto ho potuto osservare, accanto alle immancabili buone intenzioni, questa Consulta nasce già con un carico notevole di problemi da affrontare. Specifico meglio: non problemi legati alle politiche per Rom e Sinti, ma dovuti alla sua stessa nascita e composizione.

Parto da uno dei punti chiave: la "pretesa" rappresentanza di tutte le realtà rom e sinte della città. In realtà, ne ho testimonianze dirette, le varie comunità restano fortemente divise tra loro su rivendicazioni ed obiettivi, e sono restie a far fronte comune. Se da una parte ci sono i settori più deboli (principalmente i Rom rumeni), dall'altra quelli italiani non intendono mischiarsi. Alcune realtà storiche, come i Rom Harvati di via Chiesa Rossa (ex Palizzi Fattori, circa 160 persone), non hanno partecipato ai lavori di preparazione e tuttora non si sono fatti vivi.

Migliore, anche se davvero minoritaria, la partecipazione dei Rom Abruzzesi dei due campi di via Bonfadini.

Ancora diversa la situazione dei Rom Harvati di via Idro. Sono stato contattato (all'ultimo momento) dagli organizzatori della Consulta per coinvolgerli e, nonostante le reticenze, comunemente si era deciso di partecipare, almeno per capire di cosa si trattasse. Hanno anche portato un loro contributo personale ed articolato a quella che doveva essere una piattaforma comune. Nonostante ciò, quando martedì scorso questa Consulta ha avuto il primo incontro col comune, nessuno degli organizzatori si è premurato di avvisarli; viceversa in previsione della conferenza stampa di oggi, sì. Forse che questi Rom vadano bene come pecore che applaudono, ma ancora una volta senza il diritto di interloquire in prima persona con le autorità?

Scambiando qualche opinione con chi segue la situazione opposta dei campi irregolari, mi hanno confermato che verso di loro è stato tenuto lo stesso comportamento.

Resta il fatto che i due punti più sfumati affrontati nella conferenza stampa, siano stati proprio il destino dei campi, regolari o meno, e la critica agli sgomberi effettuati dalla nuova giunta.

Altro punto caldo: il rapporto con questa giunta. Per quanto si continui a parlare di vento cambiato, i primi segnali non sono incoraggianti. Si rischia di ripetere l'esperienza del Tavolo Rom (guarda caso, fondato a suo tempo dalle stesse persone), che ha finito per essere un'istanza che rappresentava solo se stessa, perché nonostante le intenzioni non aveva rapporti né con i Rom né col Comune.

Per terminare: la mia impressione, molto terra-terra, è che dietro l'enunciazione di grandi princìpi, ci sia il tentativo di alcuni personaggi di avere un palco di visibilità dopo i pesci in faccia presi dall'amministrazione precedente: un'attrice mediocre, che ultimamente si è specializzata nell'interpretare la parte del difensore dei Rom; qualcuno che sulla loro pelle s'è costruito casa in Toscana ed i soliti residuati bellici.

Forse, mafforse, è un po' presto per emettere giudizi (d'altronde non sono né un critico teatrale né un ingegnere). Se assisterò ad un cambiamento di rotta ve ne darò conto (come al solito).

martedì 1 marzo 2011

Finalmente online l'antologia di Savorengo Ker. Buona visione!



Savorengo Ker (che in lingua Romanés significa “la casa di tutti”) è un progetto sperimentale di costruzione partecipata realizzato nell’ex campo rom Casilino 900. È la storia di un’idea semplice e coraggiosa, divenuta il simbolo di emancipazione di una comunità emarginata. Il progetto è stato ospitato alla Biennale di Architettura di Venezia, è stato visitato da numerosi parlamentari europei, recensito dalla stampa internazionale e dibattuto nelle accademie di mezzo mondo, ma a Roma, dove la casa è stata costruita e presentata, ha incontrato solo ostilità e inutili polemiche. Ora quella casa non c’è più.

Regia di FABRIZIO BONI e GIORGIO DE FINIS
Una produzione IN IRIDE SFOGGIO 2009
Con il sostegno di STALKER/ON e DIPSU (Dip. di Studi Urbani Università di Roma Tre)
In collaborazione con XI MOSTRA INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA DELLA BIENNALE DI VENEZIA e TRIENNALE DI MILANO
Fotografia di DONATELLO CONTI e BEPPE DE LUCIA
Montaggio e grafica di DANIEL MARK MILLER
Operatori di ripresa MARCO GENTILI, FREDIANO IRACI SARERI
Musiche di CRISTINA BARZI E OFFICINA NOMADE, CESARE BOTTA, ANGELO LOSASSO
Mixage ARTEPOINT
Foto di gruppo a cura di GIORGIO DE FINIS
Stampe originali ROLANDO CORSETTI
Durata 55 MIN
Colore – HDV

Si ringraziano GLI ABITANTI DI CASILINO 900 – i direttori dei lavori MIRSAD SEJDOVIC, HAKJA HUSOVIC, BAYRAM HASIMI, NENAD SEJDOVIC, KLEJ SALKANOVIC IL COORDINATORE NAJO ADZOVIC – il gruppo di lavoro DEJAN DEVOVIC, SALTAN ADZOVIC, RUDIJA SEJDOVIC, TONY ADZOVIC, ANTONIO SALKANOVIC, VEZIR SALKANOVIC, GORAN SEJDOVIC, JANEZ SALKANOVIC, SAMI ALIJA, FRANCESCO CARERI, LORENZO ROMITO, AZZURRA MUZZONIGRO, ILARIA VASDEKI, ALDO INNOCENZI, PAOLO BRUSCHI, BEVERLY PIERSOL, ANDREA VALENTINI, MICHELE CARPANI, GIUSEPPE PUNZO, RICCARDO ALBANI, PASCAL HENTSCHEL, SILVIA SCALDAFERRO, SANDRA PIA PIACENTINO, CAMILLA SANGUINETI, RENZO SGOLACCHIA, BARBARA DOVARCH – i fotografi SIMONA CALEO, MAX INTRISANO, MASSIMO PERCOSSI, FABRIZIO PANTINI- GIORGIO PICCINATO - MARCO BRAZZODURO - FRANCESCO GAROFALO - MAURO MASI.

Si ringraziano inoltre il VII Municipio di Roma, l’Associazione Nova Vita, il Pontificio Seminario Romano, il Servizio di Medicina Solidale e delle Migrazioni del Policlinico di Tor Vergata, il Dipartimento di Scienze Demografiche dell’Università di Roma La Sapienza, la Cooperativa Ermes, la Comunità di Sant' Egidio, la Cooperativa Sociale Assalto al Cielo, TAB Studio, Energetica Coop Soc.

Savorengo Ker è stata realizzata con i fondi della ricerca “Nomadismo e città. Abitare informale, campi rom e ricoveri occasionali, letti attraverso le pratiche e le esperienze dell'arte pubblica” del DIPSU – Dipartimento di Studi Urbani dell'Università di Roma Tre.