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sabato 17 agosto 2013

Cosa lascia Nicolae Gheorghe?

Frammenti in rete:
 12-11-1946 - 8-8-2013 Citazioni da THE ROMANI ELDERS
  • Sono cresciuto con l'idea di essere uno zigano. Volendo uscire da quest'idea, mi pensai Rumeno (...) Ho riscoperto la mia identità (...). Voglio morire come una Persona Umana.
  • Essere Rumeno non significava più essere un cittadino dello stato di Romania, integratosi e che si sente legato ad essa. Piuttosto, significava d'improvviso confrontarsi in termine di sangue, eredi ed antenati. Ho avuto momenti difficili nel dichiarare che i miei predecessori erano Daci o Romeni. Sapevo che non era vero e ci mi rendeva differente dagli altri Rumeni. I miei predecessori erano zingari. Crebbi arrabbiato e inizia a chiedermi: "Chi sono veramente?"

sabato 12 gennaio 2013

Francia


IL VOSTRO PORTAFOGLIO AI RAGGI X
Ogni settimana (o quasi), Eco Rue89 apre un report grazie ad alcuni volontari in materia di entrate e spese...
Rue89Eco - Le nouvel Observator par Camille Polloni Dragomir, Rom, 25 anni, da 0 a 70 euro al giorno in una bidonville
Puntata speciale: un raid della polizia ha interrotto la nostra intervista a Dragomir.

sabato 29 settembre 2012

Oltre le cronache cittadine


 foto da Repubblica
La notizia che circola da ieri, dell'arresto di una presunta banda di SCHIAVISTI (chiamiamo le cose col loro nome), ovviamente è circolata rapida come un fuoco di fascina. Non è da escludere che, come in altri casi gli arresti siano avvenuti in tempi diversi, e per la riservatezza delle indagin

sabato 25 agosto 2012

Fallimento Rom. Ancora


L'espulsione dei Rom dalla Francia non funzionerà, perché la Francia (e l'Europa) non ha idea di quanto succede nei ghetti rom o di come integrare i Rom.
16/08/2012 - Le autorità francesi hanno nuovamente iniziato a smantellare i campi rom "illegali", offrendo ai Rom rumeni 300 €. a testa ed un biglietto gratuito per la Romania.

sabato 9 giugno 2012

Romania


Segnalazione di Giancarlo Ranaldi. BAIA MARE un anno fa
Esclusiva di EVZ.RO: Auschwitz a Baia Mare. 2.000 Rom spostati dal sindaco Cherecheş nella Fabbrica della Morte piena di sostanze chimiche - di Bogdan Eduard - 4 giugno 2012 (scusandomi per la traduzione zoppicante, ndr.)
 Immagine ripresa da un camion sotto la pioggia torrenziale: bambini e genitori - Le foto sono di COSMIN MESAROȘ

Volendo dimostrare a tutti di mantenere la sua promessa elettorale di liquidare la zona Craica, popolata da circa 2.000 Rom, il sindaco ha deciso di spostare le prime famiglie durante la notte. Dopo aver minacciato l'intervento delle ruspe per radere al suolo la colonia se non si fossero mossi. il sindaco è entrato in azione. Coadiuvato dalla polizia locale e dalla gendarmeria, Cherecheş ha spostato a forza sotto la pioggia battente nel blocco che per anni ha funzionato come laboratorio chimico delle nota Phoenix, la "fabbrica della morte". Dopo il 1990 il nome venne cambiato in Cuprom, e venne chiusa nel 2006, dato che era il più grande inquinatore di Romania, dopo il Combinatul di Copşa Mică.
Una volta all'interno del blocco dove sono stati ricavati i loro alloggi, i Rom hanno trovato sulle porte dei pezzi di giornali su cui era indicato il nome della famiglia assegnataria. Nessuno voleva credere che si trattasse di una sistemazione definitiva. Le camere sono state dipinte in fretta, ma negliarmadi metallici ci sono ancora i contenitori dei prodotti chimici di 15-25 anni fa, la polvere dei forni e le altre cose utilizzate nel laboratorio chimico.

Non solo: la sinistra atmosfera di campo di sterminio veniva suggellata da segnali che riproducevano il teschio di "pericolo di morte" o "miscela di sostanze chimiche proibite", che ancora rimangono su porte e finestre del laboratorio.
 Molte stanze sono segnalate con cartelli di pericolo ed al loro interno sono conservate sostanze tossiche
L'operazione è durata sino a sera. I Rom, dopo aver visto le condizioni, volevano lasciare il blocco, ma è stato impedito loro dalla polizia locale.
 Trasferimento forzato il primo giugno

Infine, impossibilitati ad andarsene, si sono riposati. Assegnate le stanze, hanno steso a terra i materassi. Però, a mezzanotte i primi sintomi. Nausea, vomito, vertigini, mal di testa.
 Bambini sdraiati nella "nuova casa"

I più colpiti erano i bambini. Nella notte è stato dato l'allarme. Le ambulanze hanno fatto la spola verso l'ex laboratorio chimico. L'ospedale dice che sono stati portati al pronto soccorso otto bambini e due adulti. Altre fonti parlano di tredici bambini e un adulto.
 Per il rappresentante ISU si è trattato di circa 11 bambini e un adulto. Sono state applicate loro maschere facciali per l'ossigeno. Rom e giornalisti presenti fanno il conto di 22 bambini e due adulti intossicati in totale. L'ospedale di Baia Mare dice che l'avvelenamento è rientrato ed è stato permesso loro di tornare a casa.

Mercoledì mattina, è scoppiato un nuovo scandalo alla Cuprom di Baia Mare, [...]. Dopo la notte insonne, i Rom sono stati messi in strada da polizia e gendarmi, per controllare i documenti. I Rom la considerano l'ennesima provocazione del sindaco, in vista della prossima tornata elettorale distrettuale. [...]
"Evenimentul zileiè stata l'unica pubblicazione che è riuscita ad ottenere fotografie dei contenitori delle sostanze chimiche, abbandonati dopo la chiusura del Combinatul Cuprom. Sono tutte sostanze estremamente nocive, senza contare che i bambini rom corrono a piedi nudi tra i mucchi di polvere contaminati e le acque reflue.
  • Acido acetico (-glaciale) è un acido debole e incolore, dall'odore irritante. E' altamente corrosivo.
  • Acido solforico H2SO4 (in foto), è un acido minerale molto attivo. Aggiungendovi acqua, può iniziare a bollire e spruzzare gli astanti.
  • Fanghi anodici sono un sottoprodotto della raffinazione elettrolitica del piombo.
 Contenitori utilizzati nel laboratorio chimico sino a pochi anni fa

La guerra degli SMS tra il sindaco e il patriarca
Mentre le ambulanze arrivavano al "blocco chimico" si svolgeva uno scambio di SMS tra Rom e sindaco: "Cos'è che uccide? Ci sono degli intossicati! Chiamate le ambulanze!" Il sindaco ha replicato con un altro messaggio: "Hanno avvelenato una città pulita. Se va male, vi soccorriamo, altrimenti si risparmia!"
Il capo del partito Romilor, Carol Jurisniez, detto "Pise", ha fatto alla stampa sconcertanti dichiarazioni sui soldi che il sindaco avrebbe offerto per comprare i voti dei Rom. Il sindaco Cherecheş ha replicato che è tutta una messa in scena [...]. Riguardo alle accuse di corruzione elettorale, ha detto di non aver dato soldi ai Rom, anche se il loro capo afferma il contrario.
In questo momento, la situazione a Baia Mare tra Rom ed autorità è di estrema tensione. La notte scorse, le auto della polizia e della gendarmeria pattugliavano la città.
 I Rom di fronte al vecchio laboratorio

Sindaco e tra quattro anni presidente delle Romania?
Cătălin Cherecheş, sindaco uscente di Baia Mare, è in corso per un altro mandato, godendo del 93% dei favori secondo i sondaggi. Già membro del PSD, da cui è stato espulso. Per quattro anni è stato un parlamentare indipendente, e l'anno scorso è stato eletto sindaco di Baia Mare dopo l'arresto del sindaco Cristian Anghel (liberale).
Cherecheş si è iscritto al PNL e si candida con l'USL. Da tempo sta rilasciando dichiarazioni ad effetto, "andandosele a cercare" come dice la gente. Si dice anche che tra quattro anni potrebbe essere il presidente della Romania.
"Hanno avvelenato una città pulita. Se va male, vi soccorriamo, altrimenti si risparmia!" ha suscitato uno scandalo internazionale.
Per il sindaco di Baia Mare non è il primo scontro con i Rom della città. Cătălin Cherecheş generò uno scandalo internazionale l'anno scorso, quando venne eretto un muro alto 2 metri attorno a diversi isolati abitati dai Rom. Venne definita da France Press la "Grande Muraglia Zingara", suscitando proteste in tutto il mondo. Protestò anche l'ambasciata americana, e l'ambasciatore venne a Baia Mare in visita lampo per discutere col sindaco. Negli ambienti a lui vicini si loda il sindaco dicendo che con tre mattoni ha ottenuto una fama internazionale alla città.

mercoledì 6 ottobre 2010

Intervista a Margareta Matache

Da Romanian_Roma

SETimes.com

I Rom di Romania necessitano di una miglior rappresentazione politica e di un efficace movimento civico, dice a SETimes l'attivista Margareta Matache.
By Paul Ciocoiu for Southeast European Times in Bucharest

Margareta Matache parla con Paul Ciocoiu, corrispondente del SETimes. [Victor Barbu/SETimes]

27/09/2010 - Margareta Matache è direttrice esecutiva del Centro Rom per l'Intervento e gli Studi Sociali (CRISS). Ha parlato con SETimes sulla polemica in corso riguardo alle espulsioni francesi dei Rom, sul progresso dell'integrazione in Romania e gli ostacoli che restano.

SETimes: Descrivi CRISS e le sue attività.

Margareta Matache: CRISS è un'organizzazione per i diritti umani fondata nel 1993 per difendere e promuovere i diritti dei Rom. Le priorità di CRISS sono [ottenere] l'accesso alla sanità ed all'istruzione, ma abbiamo anche un dipartimento ricerca ed offriamo consulenza legale nei casi di discriminazioni, abusi e violenza.

Alcuni casi vengono adoperati per far pressione nel cambiare le leggi. Per esempio, nel 2003, contro la segregazione nelle scuole, dove i bambini rom erano spostati in classi o edifici separati. Nel 2007, dopo un colloquio con noi, il ministero dell'istruzione ordinò la desegregazione delle scuole.

CRISS lavora con organizzazioni partner locali in Romania, che abbiamo aiutato nello sviluppo. Di solito viviamo delle donazioni delle ambasciate, ma lavoriamo anche in partnership con l'Open Society Institute e Central East European Trust.

SETimes: Puoi commentare sulle "misure di sicurezza pubblica" delle autorità francesi, culminate con le espulsioni dei gruppi rom?

Matache: Osserviamo due serie di misure. La prima, il programma di rimpatri volontari che la Francia ha sviluppato per diversi anni, prima dell'1 settembre. E' una forma camuffata di espulsione tramite denaro - 300 euro per adulto e 100 euro per bambino - una compravendita del diritto di movimento.

Esaminiamo anche i programmi economici di cui i rimpatriati potrebbero essere parte. Avrebbero dovuto ricevere 3.500 euro per iniziare un'attività, ma in molti casi non sono nemmeno stati informati. Abbiamo persino scritto un rapporto nel 2008 dopo una visita in Francia e nella regione di Timisoara, dove ai Rom fu promesso che sarebbero stati inclusi nel programma.

Secondo, esaminiamo le violazioni della Francia dopo settembre della legge comunitaria e dei principi e valori europei - per esempio, le impronte digitali dei Rom espulsi. Alcuni lo accettano liberamente perché [attraverso le pressioni] non è difficile ottenere il consenso.

Funziona così: all'inizio la polizia francese ammonisce i Rom che demoliranno il loro campo entro una settimana e li espelleranno se non se ne andranno. Pochi giorni più tardi, i funzionari dell'immigrazione informano i Rom che li pagheranno per partire e - possibilmente - essere messi in lista di un programma di reinserimento. I Rom sono d'accordo per ottenere alcuni benefici, invece di essere sgomberati brutalmente, con le loro baracche demolite.

SETimes: La Francia sostiene di aver anche intrapreso misure per proteggersi da pratiche illegali, come il traffico di persone.

Matache: Ci sono dei Rom coinvolti nel traffico di persone così come Rom che ne sono vittime - e non solamente in Francia. Non penso che le soluzioni risiedano nel restringere i diritti di una comunità etnica, ma nelle leggi francesi e degli altri paesi. Ci sono leggi che affrontano crimini come il traffico di persone.

SETimes: Ogni caso di infrazione della legge può essere trattato individualmente?

Matache: Infatti, è ciò che prevede la direttiva europea sulla libertà di movimento ed è così in tutto il mondo. la criminalità viene giudicata individualmente.

SETimes: Quale paese porta le maggiori responsabilità riguardo la questione rom?

Matache: I Rom sono cittadini rumeni e le maggiori responsabilità ricadono sulla Romania. Prima dell'accesso nella UE del 2007, quando era monitorata da vicino, Bucarest si sforzava di convincere la UE che il processo d'integrazione dei Rom stava progredendo. Dopo il 2007, la questione rom è diventata visibile in tutta Europa.

Mentre la Francia è molto concentrata nell'espellere i Rom e la Commissione Europea ha autorizzato la discussione del documento sui Rom, le autorità rumene sinora non hanno familiarità con i problemi della comunità e non hanno ancora fissato la loro mente a risolverli.

L'argomento che i Rom non siano un problema nazionale ma europeo è andato avanti per anni in Romania. Questo perché non abbiamo rappresentanti né a livello politico o nelle organizzazioni rom internazionali che sono capaci di negoziare col governo.

Comunque, trovo strano che la Francia decida sugli affari interni della Romania - la nomina di un segretario di stato rumeno sui Rom è avvenuta su richiesta della Francia. Entrambe sono membri UE ed hanno pari diritti, ma qui la Francia impone la propria volontà.

SETimes: Non sono i leader rom che dovrebbero mediare e razionalizzare il processo di integrazione?

Matache: Ci sono grosse discrepanze sul modo in cui i leader rom affrontano l'integrazione nelle numerose comunità rom sparse nel paese. Incontro leader locali ce esercitano il controllo sulla comunità. ma preferiscono nascondere i problemi o non porvi interesse, a causa della loro posizione nei municipi o nelle prefetture, dove agiscono in qualità di esperti.

Dato che sono una singola persona in un grande sistema, è più facile cercare di mantenere il proprio incarico ed ignorare i problemi dei Rom. Durante un conflitto tra Rom e Rumeni in Transilvania, nessuno della comunità rom riconobbe la propria rappresentante presso la prefettura quando si presentò, perché non era mai stata là.

Ci sono leader rom che hanno ottenuto rispetto tanto dalle autorità locali che dalla comunità. Ma soprattutto, manchiamo di leader forti, specialmente nella politica. Per esempio, non ci sono state reazioni nel parlamento rumeno riguardo ai recenti sviluppi in Francia, o in Italia un anno fa. Includo qui anche le istituzioni collegate come l'Agenzia Governativa Nazionale per i Rom.

Su 200 organizzazioni rom, solo 20 sono attive. Alcune sono state create da leader che le chiamano "la mia organizzazione" e la usano per auto-legittimarsi nelle loro relazioni con le autorità locali, ma non investono nelle persone o generano programmi.

C'è sempre chi accetta cosa dice e cosa fa il governo. Le autorità presto hanno capito che era facile dividerci. Possiamo generare unità attorno alla lingua romanì, per esempio, nonostante il fatto che in seguito al comunismo quasi il 40% non lo parla più. La storia rom potrebbe anche generare unità, ma dev'essere inclusa nel libri di storia rumeni.

Non abbiamo un'agenda politica, i Rom non sono motivati a votare per un politico rom, è per questo che c'è un solo rappresentante rom in parlamento.

A livello locale, c'è un desiderio generale di tenere dipendenti i Rom perché, da un punto di vista elettorale, sono comprabili molto facilmente ed a buon mercato. In breve, il problema riguarda la rappresentanza e la creazione di un vero movimento civico rom. Finché non avremo dei buoni negoziatori, il governo non si preoccuperà di integrarci.

SETimes: Come rispondete ai pregiudizi della maggioranza verso i Rom nella loro integrazione?

Matache: Oltre alle campagne TV dirette alla maggioranza per mostrare i Rom in maniera differente, abbiamo organizzato attività di strada come il "razzistometro" quando abbiamo usato apparecchio per la misurazione della pressione sanguigna, mentre ponevamo domande sui Rom. Ovviamente, l'apparecchio è stato usato simbolicamente, ma le domande erano ben calibrate.

Dopo anni di campagne, abbiamo concluso che la gente ama gli spot TV o visuali, ma è molto difficile influenzare la mente del Rumeno medio. Alcuni pregiudizi derivano dalla mancanza di informazione. Alcuni Rumeni non hanno mai incontrato un Rom, o li hanno solo visti mendicare, offendendoli per strada. Questo si ferma nelle loro menti e diventa un punto di riferimento per i Rom in generale. Ma se noi riduciamo il milione e mezzo di Rom in Romania solo a quelli [svantaggiati] che sono visibili, non sapremo creare e sviluppare politiche di integrazione.

Il cambio di mentalità inizia con l'istruzione. Fintanto ci sarà una forte diversità culturale nelle scuole rumene, la maggioranza non potrà pensare ai Rom diversamente.