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sabato 8 febbraio 2014

Il giorno delle 300 candele



Prefazione di PIERO LEODI
Le fotografie della fiaccolata sono di CLAUDIO FRATI
Dall'introduzione
Seconda edizione, dunque, dopo oltre vent'anni. Un documento storico, con foto e testi che altrimenti sarebbero andati perduti.
A parte questo, un pezzo importante - secondo me - per alcune ragioni:

sabato 30 novembre 2013

Ladri di brevetti

Spett. ex vicesindaco di Milano per una vita, per una volta i ladri non sono quelli che tutti immaginano. Quella che segue non è una storia facile.
Ci eravamo lasciati un paio di anni fa, con 500 sgomberi e passa sul gobbo. Cioè, sempre le stesse persone che venivano sgomberate e continuavano a girare lì attorno.
Era un gioco a rimpiattino, tu, polizia municipale e le ruspe da una parte, 2/300 rom con i carrelli della spesa dall'altra parte. E noi, buonisti nostro malgrado, a ripeterti: "Guarda che questi pezzenti conoscono il gioco meglio di te, non li caccerai mai!" Lo avessimo detto a un pirla qualunque, magari ci avrebbe dato retta, ma tu eri "l'eterno vicesindaco" (lei non sa chi sono me, signor cittadino) e te ne facesti un punto d'onore: continuasti anche quando era chiaro a tutti (anche a te, non negarlo) che non avresti tirato un ragno fuori dal buco. Perché:

sabato 16 novembre 2013

LETTERA APERTA DELLA CONSULTA ROM E SINTI DI MILANO

Se ne scriveva ieri, ecco il testo da UPRE ROMA
 Pubblicato Giovedì, 07 Novembre 2013 22:46
Signor sindaco,

ci rivolgiamo a lei per la seconda volta in quest'anno 2013. Questa volta lo facciamo per un fatto molto grave, accaduto il 6 novembre davanti al San Raffaele, che ha coinvolto la comunità regolare di via Idro. Due famiglie, si sono affrontate con esito tragico: un uomo è morto, un altro è ferito, molti sono finiti in carcere.

sabato 24 novembre 2012

Guida alle primarie


Giorno di votazione, dopo tanto parlare. Non mi interessa fare propaganda ad un candidato o all'altro, altrimenti avrei scritto prima. In settimana ho fatto una ricerca sui diversi candidati, e volevo condividerla

sabato 14 aprile 2012

Un altro libro???


VICINI DISTANTI cronache da via Idro
a cura di Fabrizio Casavola
LIGERA edizioni - collana Idee
128 pagine - 14 euro

Dall'Introduzione
Ho fatto un calcolo: quasi metà dei gagé che conosco ha scritto almeno un libro. In compenso l'Italia rimane da anni uno dei paesi dove si legge di meno.

Probabilmente è questo il motivo per cui fino ad ora non avevo mai nemmeno provato a scrivere qualcosa. Silenziosamente divoro libri su libri, ma ancora non ho imparato a farne uno.

E infatti, cercavo di tranquillizzarmi mentre scrivevo queste righe, ci vuole coraggio a definire libro le pagine che avete in mano. Non c'è traccia di poesia, e neanche una trama. Di certo non è un saggio o un testo di studio. Inoltre ricordi e considerazioni non hanno una scansione temporanea lineare, e rischierete di vagare avanti e indietro nel tempo, alla ricerca di una logica.

Se accettate il mio suggerimento, prendetele come una serie di istantanee messe in lettera, non sempre conseguenti, da cui potranno sortire (sempre che lo vogliate) ragionamenti, riflessioni o un semplice cazzeggio. Il tipo di scrittura è molto simile a quella che ho imparato ad adoperare in Internet: più da blog e facebook che da twitter. Amo la sintesi ma il limite dei 140 caratteri non fa per me.

Ci sono poi dei motivi per cui ho deciso di rivolgermi a voi in questo modo:

Come vedrete andando avanti, scriverò di Rom, o almeno di quel poco che conosco di loro, sapendo che posso sbagliare ed essere corretto a mia volta. Quelli di cui parlo non sono Rom immaginari o da rotocalco, ma persone reali con cui ho agito, discusso, riso, litigato per anni.

A volte mi chiedo quanto ha influito la loro cultura orale nel creare questo rapporto, così che non mi limitassi a considerarli solo carne da studiare sui libri, ma persone con una ricchezza interiore da conoscere "sul campo". Purtroppo la bellezza di una cultura orale è impotente di fronte alla protervia degli amministratori e delle "giacche blu". Per questo, circa 10 anni fa cominciai a raccogliere quanti più documenti e testimonianze scritte possibili, sapendo che questo tipo di memoria orale è destinata a soccombere nel confronto con una società esterna molto più numerosa, organizzata e strutturata.

Internet ha fatto il resto, mettendo in rete e rendendo disponibili tutta una serie di informazioni che altrimenti sarebbero rimaste patrimonio di pochi circoli ristretti.
Arrivo al secondo punto. Anche se si crede che le società nomadi (o le comunità straniere in genere: basta pensare a tutto quello che si dice dei cinesi) siano società chiuse ed impermeabili alle novità – progresso – mondo esterno ecc., ho constatato di persona che non è così. Come evolve la nostra società, evolve la loro, al doppio della velocità. Ci mischiamo e interagiamo di continuo, anche senza accorgercene.

La storia dei Rom che segue è scandita da numerosi e ripetuti tentativi di contatto con il mondo dei gagé. Conosco molte persone che hanno raccolto il loro richiamo, ma a livello mediatico e della cosiddetta opinione pubblica è come se si continuasse a vivere in mondi impermeabili.

Prima che risorse, i Rom rappresentano un problema, posto in quartieri problematici a loro volta. Lo sa bene chi conosce via Padova (ed il quartiere attorno a via Idro) che li accoglie da decenni. Ora che qualcosa s'è mosso, ci sono studiosi ed universitari che studiano la via, alcuni li ho accompagnati al campo di via Idro. Magari hanno poi scritto cose bellissime, ma non hanno avuto il coraggio di studiare assieme i due piani del problema, che potrà (può, per i più ottimisti) evolvere a risorsa se viene affrontato nella sua globalità.

Quindi, questa è una storia disordinata di cui sta a voi rintracciare i tanti fili. Una storia che spero possa svelarvi qualcosa su chi rimane sconosciuto e misterioso, nonostante oltre 40 anni di presenza in zona. Racconti, comunicati, frammenti di discorsi, gioie ed amarezze, che sarebbe bello condividere, e magari tramandare.
E', in poche parole, la testimonianza di un tentativo forse unico, di comunicare e crescere con la società esterna, però nel costante rispetto della propria cultura ed identità. Con tutte le contraddizioni affrontate e da affrontare.

E non mancherà qualche incursione nella cronaca nazionale, o nel dibattito eterno su cosa significhi vivere in periferia (su cosa sia la periferia, visto che i centri storici sono ormai quasi ovunque territori residuali e disabitati). Nessuno vive su un'isola.

Leggendo potreste trovarvi a scorgere voi stessi dall'oblò di una roulotte, quasi foste voi per una volta rinchiusi in un campo o in uno zoo.

Tutto questo, avevo bisogno di metterlo su carta. Il resto, le notizie quotidiane dai Rom e dai Sinti di tutto il mondo, potete sempre trovarle sul mio blog [...]

    Non sono bravo nei ringraziamenti: sicuramente vanno agli abitanti del villaggio di via Idro, con cui ne ho fatte di tutti i colori... alle persone ed alle organizzazioni citate (qualcuno/a l'avrò sicuramente dimenticato/a). Un grazie particolare a Stefania Ragusa, che non solo mi ha aiutato nella correzione delle bozze, ma ha anche tentato di spiegarmi qualcosa dello strano mondo dell'editoria.
    Infine, un grazie in anticipo a chi, per qualsiasi motivo, mi darà una mano a presentare queste storie.

Attualmente disponibile presso:

  • Enoteca Ligera, via Padova 133, Milano (aperta dalle 18.00 alle 2.00, chiusura settimanale martedì)
  • Il Passalibro, via Dal Pozzo Toscanelli 10, Milano
  • Ilponte.it - spazio libri caffè Rubino, via Festa del Perdono 14 - Mm1 Duomo - Mm3 Missori
  • Cartolibreria Vono Barbara, via Rucellai 12, 20126 Milano
  • oppure contattare l'autore: info@sivola.net

  • la Libreria del Mondo Offeso non l'ha voluto (evitate quindi di perdere tempo lì e di farlo perdere a loro)

sabato 7 aprile 2012

Cambiare tutto perché qualcosa cambi

Da circa un mese, i due fratellini Libero e Il Giornale stanno battendo la grancassa, ripetendo la notizia che con Pisapia (ed in assenza di sgomberi), a Milano sono in aumento i "nomadi". E' il loro marchio di fabbrica: si alternano nel ripetere la cosa, finché qualche altro media, per sfinimento o in mancanza di altro da scrivere, si unisce al coro.

    Leggendo le cronache dalle altre città (grandi e piccole) in Italia, ho invece la sensazione che i cosiddetti "nomadi percepiti" (cioè: mendicanti, lavavetri, mariuoli di vario calibro) siano in aumento un po' dovunque. Figli di questi tempi, credo: nell'attuale situazione economica, non siamo solo noi a perdere il lavoro, fare più fatica a fare la spesa o mandare i figli a scuola. Ma si sa, che il compito della maggior parte dei giornali non è tanto fare informazione, quanto trovare il colpevole, e a Milano si preferisce dare la colpa a Pisapia, piuttosto che a Monti (o al suo predecessore, nessuno ricorda come si chiamasse?)

La soluzione per Milano, apripista Libero e il Giornale, sarebbe riprendere la vecchia e sana politica degli sgomberi ad oltranza che, a detta loro (ma anche del prefetto Gian Valerio Lombardi), in passato aveva ridotto le presenze nomadi in città.

Sarebbe utile ragionare sulle cifre riportate, e capire come vengano fornite. Ad esempio, sulle stesse pagine dei quotidiani da anni si parla si situazioni al limite dell'invivibile dentro TUTTI i campi rom cittadini, dove polizia e carabinieri non riuscirebbero nemmeno ad entrare. Io al contrario posso testimoniare che le loro pattuglie vi entrano regolarmente, anche una volta al giorno, fanno il loro giro ed escono senza problema. Che quelle stesse pattuglie con frequenza quasi mensile compiano una sorta di censimento (rigorosamente prima delle 7.00 e non capisco il perché), ma che nonostante ciò in comune da anni non sanno con quanti rom e sinti hanno a che fare. Quello che ricordo degli sgomberi di De Corato, non è che portarono ad una riduzione delle presenze nomadi in città, ma che si creò un'ondata di "nomadi di ritorno": sempre gli stessi sgomberati ogni volta. I due giornali, con dietro il coro, dimenticano che quella politica ebbe come risultato almeno una cinquantina di insediamenti di fortuna, diffusi in tutta la periferia, dove venivano rimbalzati gli sgomberati.

L'incendio questa settimana nel campo di via Sacile, ha risvegliato il dibattito sul destino di questi insediamenti, e come porvi rimedio. Se l'ex vicesindaco De Corato nostro ne approfitta per ribadire quanto lui era bravo, l'attuale maggioranza -ormai da mesi- prosegue con dichiarazioni (tante) ed atti concreti (meno), apparentemente contraddittori tra loro che, almeno riguardo alla questione degli insediamenti abusivi, sta portando al risultato di avere le stesse presenze di prima, ma più concentrate e periferiche rispetto al passato.

Occorre capire meglio cosa passi per la testa degli attuali amministratori: sicuramente una delle cause della loro indeterminatezza è data dal buco in bilancio della giunta precedente, già denunciato il luglio scorso. La seconda causa è dovuta al fatto che dichiarando la Corte Costituzionale illegittimo il Piano Maroni, sono scomparsi i fondi superstiti. In questa situazione, non conoscendo quanti possano essere i soldi disponibili, le tante e contraddittorie dichiarazioni sono fatte non tanto a ragion veduta, quanto per motivi di propaganda a corto respiro.

    Apro una parentesi: domenica scorsa ero all'insediamento di via Sacile. In quel campo che TUTTI indicano come una bomba ad orologeria sociale, gli abitanti mi mostravano le loro carte d'identità italiane (dato che sono arrivati lì dopo innumerevoli altri sgomberi) - carte d'identità andate bruciate con l'incendio. Buona parte dei maschi adulti ha un lavoro (per quanto in nero), i bambini hanno iniziato ad andare a scuola. Quindi esistono anche dei Rom "abusivi" che sono già sulla via dell'integrazione. Se fosse quello l'obiettivo, sarebbe DOVERE dell'amministrazione aiutarli, trovare qualche modo meno infernale di poter vivere. Ma le risposte ottenute dal comune spesso sono state del tono "vogliamo aiutarvi, ma dovete andarvene".

    Un esempio di cosa manca: il campo è (ovviamente) una gigantesca discarica, il comune non effettua la raccolta dell'immondizia, per paura di trattare TROPPO BENE questa gente (poco importa se le infezioni sono per loro natura antirazziste, e attaccheranno tanto loro quanto il resto degli abitanti). In Francia, anche se un insediamento è abusivo o a rischio sgombero, le municipalità (di destra o sinistra) mettono sempre a disposizione dei cassonetti per la raccolta rifiuti. In via Sacile sono gli OCCUPANTI ad autotassarsi per poter pagare una compagnia privata che provveda.

    Altro esempio: nel campo manca l'acqua, e più volte al giorno le donne fanno un lungo percorso sino ad un parchetto cittadino munito di fontanella, sollevando spesso il ribrezzo degli altri frequentatori del parco. Alcuni OCCUPANTI avevano raggiunto un accordo col proprietario di una casa abbandonata accanto al campo, per ripristinare il collegamento idrico. Ora bastava superare una recinzione divelta per rifornirsi senza scandali. Dopo qualche giorno, è intervenuta la polizia municipale per chiudere il rifornimento dell'acqua così ottenuto.

Questo il panorama di un'integrazione che (discorsi a parte) viene resa impossibile. La giunta attuale non chiede sgomberi, ma il "superamento dei campi"; cosa cambi non è chiaro, in assenza di proposte su dove può finire questa gente. L'alternativa pratica ai disastrosi campi attuali sembrano essere campi ancora più disastrosi.

Luoghi disastrosi per gente altrettanto disastrosa. E qua, occorre misurare l'approccio che si vuole avere con chi ci abita. Se UNA PARTE è gente come quella che descrivevo sopra, quando si tratta di cercare un dialogo con l'amministrazione, i toni tornano a quelli di anni fa: spaccio, prostituzione, ricettazione, furti, ecc. (qualche volta gradirei anche dati e cifre, please), diventano SCUSE per bloccare qualsiasi scelta che non vada oltre la pura emergenza. Scuse, di cui gli house organ comunali, le pagine cittadine del Corriere e di Repubblica, si fanno volentieri altoparlanti.

Con un'aggravante, per tornare al panorama dell'informazione: il progressivo "superamento dei campi", dietro il paravento del ripristino della legalità e del decoro, nasconde ancora, a distanza di anni e di giunte passate, i vecchi appetiti che si chiamano Expo, speculazioni immobiliari varie e, nel caso di via Sacile, i lavori di prolungamento della Paullese che, guardacaso, Pisapia in campagna elettorale si era impegnato a bloccare. Ma, visto che Pisapia per i suoi fan rimane intoccabile (e spesso inavvicinabile), il "lavoro sporco" viene delegato ai Granelli ed ai Majorino del caso.

Quindi: Pisapia come Moratti e sgomberi come "pensiero unico"? Leggo, nelle cronache romane, una descrizione della situazione nella capitale, governata da una maggioranza diversa che sta investendo una marea di soldi per costruire nuovi campi piazzati praticamente nel deserto: Rom, 21 luglio: "Con gli sgomberi i campi sono aumentati da 80 a 269". La gente anche lì rimane sempre quella, cambia il numero e la dimensione degli insediamenti di fortuna (diteglielo voi a De Corato).

E, permettete, destra e sinistra non usciranno da questo pantano (qualsiasi cosa proclamino), se non troveranno il coraggio di "prendere il toro per le corna", anche a costo di scelte impopolari. Scelgano una buona volta: la repressione dura e pura, con la PULIZIA ETNICA delle città. Oppure, prendano atto (magari non lo sanno...) che ci sono centinaia di edifici abbandonati sul territorio, potrebbero risolvere una buona parte del problema o, se restano abbandonati, prima o poi verrà qualche sgomberato ad occuparli. Io non ero ancora nato, ed in un'Italia sicuramente più povera di quella odierna, i vecchi politici di un vecchio centro (poi centro-sinistra), avevano già iniziato a smantellare le coree (molto più estese dei campi attuali), a favore di una politica della casa per le masse di immigrati che si erano riversate a Milano, Roma, Torino ecc.

Sappiate, signori amministratori, che quel che dovreste fare voi (scolarizzazione, facilitare l'accesso al lavoro, ai servizi pubblici e sanitari, dialogare con Rom ed altri cittadini) a Milano ed altrove lo stanno facendo da anni nuclei di volontari, sempre più numerosi e coscienti. Sono il capitale di un'amministrazione senza soldi, signori amministratori, sono i vostri votanti. Non fate la faccia offesa se vi chiedono ASCOLTO e RISPETTO.

E sulle stesse note, vi chiedo di aderire al progetto elaborato da un'altra comunità rom, con la medesima pratica di mediazione sociale diffusa. GRAZIE.


Nel frattempo: Matteo Salvini è sempre stato un ragazzo sveglio ed attivo, uno che la città se la gira da cima a fondo. Giovedì mattina era con i suoi in via Sacile, per dire ai Rom che dovevano andarsene. Mi dicono che la sera sia apparso contemporaneamente in televisione su Matrix, prendendosela con gli zingari ladri, e a Porta a Porta, piangendo sui (presunti) furti della Lega. Schizofrenico grave.

Fonti:

sabato 25 settembre 2010

COMUNICATO STAMPA con preghiera di diffusione

Milano, 24 settembre 2010
La presente viene inviata a nome delle famiglie di Rom italiani che da oltre 20 anni abitano nel campo comunale di via Idro 62. Dal maggio dell'anno scorso si parla dello sgombero del nostro campo, ma in tutto questo tempo nessuno ci ha mai detto quando e come sarebbe avvenuto lo sgombero, e soprattutto quale sarebbe stato il nostro destino, di cittadini italiani che in questa zona risiedono, lavorano, mandano a scuola i figli.
Questa mattina si sono presentati i vigili, notificando ad una ventina di famiglie (la quasi totalità del campo) un vero e proprio avviso di sfratto, esecutivo entro 48 ore.
Difatti, in base ad una interpretazione del "Regolamento delle aree destinate ai nomadi nel territorio del Comune di Milano" [art. 12 par. a)], consegnatoci l'anno scorso, chi ha commesso reati perde "l'autorizzazione all'ammissione e permanenza" nel campo e "l'assegnazione del modulo abitativo", e con lui tutto il nucleo famigliare.
Questo Regolamento è stato oggetto di diverse contestazioni, sia a livello italiano che da parte della Comunità Europea. Nessuno di quanti hanno ricevuto la notifica si è mai macchiato di reati particolarmente gravi, trattasi in buona parte di reati giudicati sospesi o di accattonaggio. A qualcuno vengono addirittura contestati reati commessi negli anni '70. Reati comunque antecedenti l'entrata in vigore di questo regolamento.
E' una misura a nostro giudizio crudele e ingiusta, soprattutto quando riguarda tutto il nucleo famigliare. I nostri bambini hanno appena ricominciato l'anno scolastico. E' lesivo dei diritti fondamentali della persona.
Noi, cittadini italiani, non abbiamo alcun posto dove andare, né riusciremo a trovarlo in 48 ore. A meno di non doverci accampare per protesta davanti a Palazzo Marino o alla Casa della Carità.

Le famiglie del campo comunale di via Idro 62

Per informazioni:
Fabrizio Casavola, 347-717.96.02 info@sivola.net
Antonio Braidic, 338-771.28.56