venerdì 19 novembre 2010
PIDGIN MAKAM
vai a vedere PIDGIN MAKAM
domenica 7 novembre 2010
Conferenza Stampa per denuncia sgomberi campi rom Milano
COMUNICATO STAMPA
DENUNCIA NEI CONFRONTI DEL SINDACO E DEL VICESINDACO PROTAGONISTI DEI RIPETUTI SGOMBERI DEI CAMPI ROM A MILANO
[...]
CONFERENZA STAMPA
MARTEDI' 9 NOVEMBRE 2010 ALLE ORE 11,00
SALA STAMPA DEL TRIBUNALE DI MILANO (atrio centrale piano 3°)
Del testo della denuncia daremo copia in quell'occasione
Interverranno alcuni sottoscrittori della denuncia ed i legali che li hanno assistiti, oltre ad alcuni Rom che abitavano i campi ripetutamente sgomberati .
In allegato:
§ Breve presentazione del campo Rom Forlanini/Cavriana e del Gruppo di Sostegno Forlanini;
Milano, 3 novembre 2010
IL CAMPO ROM FORLANINI-CAVRIANA E IL GRUPPO DI SOSTEGNO
Chi percorre il viale Forlanini in direzione aeroporto, alla periferia est di Milano, a un certo punto, sulla sinistra, vede un muro; è l'ultimo rimasuglio di una caserma in disarmo. Alcuni anni fa, ospitava circa 150 profughi del Corno d'Africa (erano i reduci da via Lecco, e poi si sono dispersi, tra Bruzzano, piazza Oberdan e altri luoghi più o meno nascosti di questa metropoli inospitale).
Il nostro Gruppo di sostegno Forlanini nacque allora, andando lì a conoscere le storie tremende di uomini e donne in fuga dalla guerra, dalla repressione e dalla fame, prodigandosi per le elementari necessità di quegli "ospiti", per la maggioranza in possesso del permesso temporaneo perché rifugiati, ma come sempre disperati, discriminati, obbligati a star nascosti e a non rivendicare alcunché.
Con un grande e diffuso sforzo di solidarietà, garantito da alcune associazioni e soprattutto da "cittadini e cittadine attive", riuscimmo a garantire un'esistenza un po' meno penosa a quegli uomini e donne, ma sempre nella latitanza delle istituzioni. E arrivò lo sgombero, preavviso della svolta sempre più militare impressa dalle autorità alla questione immigrazione, tanto che la caserma fu abbattuta. Adesso, appunto, restano solo il muro frontale e due corpi di guardia in muratura, nel frattempo resi inagibili dall'accanimento dei successivi sgomberi.
E' in quest'ambiente, tra le radure e la campagna retrostante, tra il fango e le sterpaglie, che si sono poi venuti a insediare alcuni piccoli nuclei di rom, composti da coppie di anziani, famigliole più o meno allargate con bimbi piccoli, ragazzi soli, reduci da altri sgomberi, oppure in fuga da una Romania che ci viene raccontata come tremenda, ma forse a suo modo non tanto diversa dalla Milano ringhiosa di questi anni.
Ed è ricominciata, da circa due anni una catena di solidarietà ancora più larga. Ora il Gruppo svolge la sua attività umanitaria all'interno del campo Rom in collaborazione con altre Associazioni di volontariato sociale milanesi; ha una quarantina di componenti, che acquistano generi di prima necessità, fanno accompagnamento sociale verso il pronto soccorso o gli ambulatori medici (per una salute di grandi e piccini che è sempre più minata dalle pessime condizioni ambientali), aiutano nelle minute pratiche burocratiche, tentano l'approccio alla scuola, garantiscono la fornitura di tende, coperte, vestiti, nella quotidianità come nelle punte più acute degli sgomberi, quando viene distrutto tutto, dalle baracche agli affetti personali o ai beni di proprietà - come per esempio un prezioso generatore -, ma soprattutto si insulta la dignità. Con il nostro operato siamo riusciti ad avviare un contatto fiduciario, con soggetti che da tempo hanno perso ogni riferimento con la cittadinanza, le istituzioni, il potere.
Durante la seduta del Consiglio di Zona 4 del 11 febbraio 2010 abbiamo letto un comunicato con il quale chiedevamo di fermare gli sgomberi e denunciavamo le continue violazioni degli elementari diritti umani, contemporaneamente abbiamo dichiarato pubblicamente "dopo ogni sgombero continueremo a garantirei beni essenziali, quelle poche cose a cui ogni volta questi dannati della terra devono rinunciare; torneremo a portare tende, coperte, farmaci e cibo e quant'altro possa servire".
Le famiglie che risiedono in questo campo hanno trovato nel nostro gruppo sostegno concreto: generi alimentari, abbigliamento, medicine, coperte, tende, oltre all'accompagnamento verso le strutture pubbliche (ospedali e pronto soccorso, per la cura delle malattie, e consultori familiari e pediatrici, per quanto concerne le vaccinazioni dei bimbi e la maternità delle donne). Infatti, molti abitanti del campo soffrono di varie patologie (respiratorie, reumatiche, traumatologiche) proprio per le cattive condizioni di vita in questa situazione, nel totale disinteresse degli organi preposti alla tutela della salute anche di questi cittadini/e.
Grazie al lavoro di due anni in questo campo, siamo riusciti ad avere un rapporto di totale fiducia ma, soprattutto, ad essere un riferimento certo, nell'assenza totale di ogni contatto positivo con le istituzioni di questa città. Ci stiamo adoperando per il loro inserimento lavorativo, ostacolato da molte rigidità, e per l'inserimento scolastico, da settembre scorso infatti un bambino ha iniziato a frequentare una scuola elementare in zona dove sta sperimentando nelle maestre e nei compagni finalmente dei soggetti che lo riconoscono e collaborano positivamente con lui.
In data 20 ottobre 2010 si è svolto l'ultimo sgombero: dalle 7,00 di mattina gli abitanti del campo hanno atteso l'arrivo della Polizia locale insieme a una decina di componenti del Gruppo di sostegno Forlanini. Nonostante la presenza di minori (due bambine di 15 e 19 mesi e un maschio di 7 anni, tutti peraltro nati in Italia) e di anziani con seri problemi sanitari – presenze già verificate da precedenti accertamenti e in ultimo dal sopralluogo svolto dalla Polizia la sera precedente - la procedura di sgombero è stata avviata comunque e con la totale assenza dei servizi sociali. Il Gruppo di sostegno ha preteso, ma inutilmente, l'esibizione di un titolo scritto per lo sgombero, oltretutto in assenza di una chiara individuazione del proprietario del fondo.
Gli abitanti del campo sono stati allontanati e denunciati per occupazione abusiva; successivamente sono entrate in funzione le ruspe per distruggere le baracche, le tende e tutti quei beni che gli abitanti del campo non sono riusciti a portarsi dietro nel loro ennesimo esodo.
Ora gli abitanti del campo vagano di nuovo nel quartiere e nella città, in una città in cui non vengono riconosciuti a questa categoria "speciale" i diritti di base: la casa, la salute, l'assistenza sociale e sanitaria, l'istruzione, un lavoro.
Siamo ormai al quattordicesimo sgombero di questa realtà, che non ha mai impensierito realmente gli abitanti del quartiere, cui basta il traffico frenetico del viale e quel muro per non vedere quel luogo di perdizione. Eppure gli "ospiti" di quel campo non si vogliono nascondere: ad aprile 2009, poco prima del primo sgombero, a un'assemblea in piazza Ovidio con De Corato, indetta sulla sicurezza, convincemmo due di quelle donne a intervenire pubblicamente; davanti a una platea prima tumultuante e poi raggelata nell'ascolto, parlarono della loro vita grama, della loro insicurezza, del degrado in cui non volontariamente vivevano, dimostrando quanto erano "normali" gli "alieni" da cui ci sentiamo "minacciati".
Ora il nostro gruppo intende intensificare la lotta a questa politica degli sgomberi continui senza alcuna reale alternativa abitativa, contro questa politica disumana ed illegittima; saremo presenti agli interventi che lì si preannunciano, abbiamo già raccolto materiale per altri sgomberi, in modo da non lasciare sguarnite le dotazioni; e intendiamo denunciare questi comportamenti inumani nelle sedi ufficiali, alla stampa e agli organi nazionali e internazionali a ciò preposti. Perché i "loro" diritti sono i "nostri" diritti.
Gruppo di Sostegno Forlanini - scendiamoincampo@gmail.com
Milano, 3 novembre 2010
lunedì 1 novembre 2010
Seminateci bene
Categoria: Corti della realtà
Durata: 21' 05''
Trasmesso su: Inedita
Ente: Fondazione Scuole civiche di Milano (Scuola di Cinema, Televisione e nuovi media)
Milano è una delle città d’Italia con il più alto numero di rom. Nel corso degli ultimi anni i campi nomadi sono aumentati in maniera esponenziale. In tre scuole del quartiere di Lambrate (quelle di via Feltre, via Cima, via Pini) un esempio di integrazione e solidarietà è venuto alla luce, e ha visto come protagoniste le maestre e le mamme degli studenti. Dal settembre 2008 trentotto bambini che abitavano nel campo rom di via Ribattino, hanno iniziato a frequentare le classi delle elementari. Un percorso complicato, soprattutto nel momento in cui il campo di via Ribattino è stato sgomberato, disperdendo le famiglie e i ragazzi che frequentavano le scuole.
di Emanuele Cucca, Sara Fasullo, Rossella Midili e Francesca Picchi
giovedì 28 ottobre 2010
La Lega e gli zingari
Il Post 26 OTTOBRE 2010 di Stefano Nazzi
Oggi il quotidiano free press Leggo, edizione di Milano, titola: "Gli zingari denunciano Maroni". Così, proprio così. E poi, "La Lega insorge: «Ingrati»". Attendiamo titoli del tipo: "I negri ora pretendono un lavoro". Ma poi, ingrati perché? De che?
Vabbé, così va il giornalismo (ANCHE il giornalismo) da queste parti. Ma parliamo del merito. Dieci famiglie nomadi del campo di via Triboniano hanno denunciato il sindaco, il prefetto e il ministro perché prima si erano visti assegnare le case popolari previste dai "progetti di autonomia abitativa" e poi se le sono viste negare perché altrimenti si penalizzerebbero i milanesi. Facile pensare che siano state le pressioni della base della Lega a provocare il dietrofront. È ovvio che le famiglie che avrebbero dovuto avere le case popolari sono famiglie di persone che lavorano, con figli che vanno a scuola. Gente che tra poco resterà letteralmente senza un tetto perché il campo di via Triboniano sarà sgomberato. In pratica il comune dice: «Vi tiriamo giù il posto dove vivete adesso, non vi diamo altra soluzione. Cazzi vostri». Romano La Russa dice: «Non ci faremo intimidire dalle denunce di quattro rom o dalle predicozze fintomoraliste di don Colmegna». Ecco, predicozze fintomoraliste. Don Colmegna, già direttore della Caritas ambrosiana e della Città della Carità voluta dal cardinale Martini, è uno che per Milano ha speso ogni energia della sua vita. Magari un po’ di rispetto ci vorrebbe persino da Romano la Russa. Matteo Salvini, della Lega, ha detto: «Una risata li seppellirà, anche se qualche giudice buontempone che li ascolti, magari amico di don Colmegna, lo trovano pure. Avanti con gli sgomberi, magari li aiuterà Gianfranco Fini». Vabbé, che dire?
Mi ricordo un servizio che trasmise il telegiornale, lo trovate su Youtube oppure qui sotto. È datato 14 maggio 1991, si vede l’allora sindaco socialista di Milano Paolo Pillitteri che litiga con un gruppo di tranvieri (immagino leghisti, ma potrei sbagliarmi) che vogliono lo sgombero di un insediamento di extracomunitari. Pillitteri litiga e urla: «Siete fascisti. Fascisti e razzisti». Ora, io tutto avrei pensato ma mai e poi mai che avrei rimpianto Paolo Pillitteri. E anche Tognoli, Borghini, figuriamoci Iso. A rimpiangere Albertini non ci sono ancora arrivato ma mi sa che tra un po’…
domenica 24 ottobre 2010
La campagna DOSTA! arriva a Milano

La campagna "DOSTA!" ("basta" in lingua romanes) promossa dalla Comunità europea è coordinata e finanziata dall'UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) in collaborazione con il Consiglio d'Europa e con le principali federazioni rom e sinte per promuovere in Italia una maggiore conoscenza della cultura dei Rom e dei Sinti, la più grande minoranza etnica d'Europa, e per sconfiggere con la conoscenza gli stereotipi che hanno sempre accompagnato questo popolo.
Piacere di conoscervi!
Siamo i Rom e i Sinti, ma molti per ignoranza o cattiveria ci chiamano "zingari" o "nomadi".
Viviamo in mezzo a voi da circa seicento anni ma ancora in pochi ci conoscono veramente. Probabilmente avete letto sui giornali che siamo sporchi, ladri, accattoni… ma non è così. Certo alcuni di noi sono molto poveri e alcuni hanno commesso degli sbagli. Ma non siamo tutti uguali anche se siamo tutti presi di mira da discriminazioni e in alcuni casi da razzismo vero e proprio.
In Europa siamo in dodici milioni, in Italia molto meno, circa 100.000. In maggioranza siamo Cittadini italiani dal 1871 ma alcuni di noi vengono dalla ex Yugoslavia e dalla Romania: scappati dalla guerra o dalla miseria.
Provate ad immaginare di non poter avere documenti (anche se i vostri e genitori sono nati in Italia), di non poter chiedere lavoro o continuare a studiare per questo motivo, di dover aspirare al massimo a vivere in un container o in una roulotte… di essere allontanati se entrate in un bar, di essere oggetto di battute e scherno… che vita sarebbe? La vita di molti di noi al momento.
Noi siamo i Rom e Sinti e come ogni altra minoranza abbiamo una lunga memoria storica, valori, costumi, tradizioni, arti, talenti, musica e bellezza. Abbiamo i colori di una civiltà millenaria che non hai mai preso parte ad una guerra. Tutto questo tuttavia resta confinato troppe volte negli angusti spazi che occupiamo alle periferie delle città, in ghetti che chiamano "campi nomadi".
La campagna DOSTA può rappresentare la possibilità di superare quel muro del pregiudizio che circonda la nostra gente.
Noi vi tendiamo una mano, metteremo in piazza frammenti della nostra cultura, vi sorprenderemo con il calore della nostra musica, le emozioni delle nostre danze e lo faremo in una serie di eventi che si snoderanno per tutta Italia, accompagnati da seminari e conferenze, mostre fotografiche e proiezioni video, momenti di riflessione in cui ci racconteremo a voi.
Il programma di Milano è stato realizzato dalla "Federazione Rom&Sinti insieme" e dall'Associazione UPRE ROMA con il patrocinio e il contributo di:
- Fondazione Culturale San Fedele
- Fondazione Giangiacomo Feltrinelli
- Fondazione Fabrizio De André onlus
- Casa della Cultura
Hanno aderito: ARCI Milano, Associazione Aven Amentza, Associazione Romano Drom, Lavoro, Gruppo Abele di Milano, Opera Nomadi di Milano
Rom e sinti: una piaga da scacciare o una realtà da conoscere?
A Milano la campagna "DOSTA!" contro la discriminazione di Rom e Sinti
Venerdì 29 ottobre alle ore 11.30 nella sala Marra di palazzo Marino è convocata la conferenza stampa di presentazione della campagna DOSTA!
La campagna " DOSTA!" ("basta" in lingua romanes) è stata promossa dalla Comunità europea, in Italia è coordinata e finanziata dall'UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) del ministero per le Pari Opportunità in collaborazione con il Consiglio d'Europa e con le principali federazioni rom e sinte, per promuovere una maggiore conoscenza della cultura dei Rom e dei Sinti, la più grande minoranza etnica d'Europa, e per sconfiggere con la conoscenza gli stereotipi che hanno sempre accompagnato questo popolo.
A Milano la Federazione " Rom& Sinti insieme" e l'associazione UPRE ROMA hanno prodotto uno sforzo particolare per la situazione estremamente delicata delle comunità rom e sinte (350 sgomberi di campi abusivi e la prevista chiusura di 4 campi regolari con il coinvolgimento di oltre 1000 persone tra uomini, donne e bambini).
Il programma di iniziative che viene proposto alla città ha visto il coinvolgimento di autorevoli istituti culturali come la Fondazione Culturale San Fedele, la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, la Casa della Cultura, la Fondazione De André e l'adesione dell'ARCI Milano, dell'Associazione Aven Amentza, dell'Associazione Romano Drom, della Camera del Lavoro, del Gruppo Abele di Milano, dell'Opera Nomadi di Milano.
Alla presentazione del programma intervengono Massimiliano Monanni direttore dell'UNAR, Dijana Pavlovic vicepresidente della Federazione Rom& Sinti insieme, Giacomo Costa per la Fondazione culturale San Fedele, Chiara Daniele direttrice della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Ferruccio Capelli presidente della Casa Della Cultura.
Grazie per l'attenzione
Per informazioni: 339-11.70.311
29 ottobre - ore 11.30 – sala Marra di palazzo Marino
Conferenza stampa di presentazione della campagna DOSTA!
8 novembre - ore 21 Auditorium San Fedele, via Hoepli 3/b
Saluti: Giacomo Costa, fondazione culturale San Fedele
Presentazione: un esponente dell'UNAR; Fabrizio Casavola, Upre Roma
"Le danze di Billy e Dijana"
di Daniele Lamuraglia, con Dijana Pavlovic e Diego Conti
Nell'occasione verrà esposta la mostra sul Porrajmos (lo sterminio dei rom e dei sinti)
12 novembre - ore 18-20.30 Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, via Romagnosi 3
"Rom: a Milano si può? Politiche abitative (e altro): soluzioni possibili"
Saluti: Carlo Feltrinelli presidente della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli
Introduzione: un esponente dell'UNAR; Alfredo Alietti, Upre Roma, docente di sociologia università degli studi di Ferrara
Testimonianze: don Massimo Mapelli, Casa della Carità; abitanti dei campi;
Interventi: Laura Balbo, docente di sociologia università degli studi di Padova; Antonio Tosi, docente di sociologia urbana al Politecnico di Milano; Tommaso Vitale, Scientific Director of the Master "Governing the Large Metropolis" CEE, Sciences Po Paris
E' stata invitata Mariolina Moioli, assessore alle politiche sociali Comune di Milano.
18 novembre – ore 20.30-23 - Casa della Cultura, via Borgogna 3
"La rappresentazione mediatica dei rom e dei sinti: tra dovere di informare e violazione dei diritti."
Presenzia: Ferruccio Capelli, presidente della Casa della Cultura
Introduzione: un esponente dell'UNAR; Paolo Cagna Ninchi, presidente Upre Roma
Interventi: Michael Guet, Capo della Divisione dei Rom e dei viaggianti del Consiglio d'Europa; Eva Rizzin e Angelica Bertellini, Articolo 3 - Osservatorio sulle discriminazioni di Mantova; Ferruccio de Bortoli, direttore del Corriere della Sera;Roberto Escobar, docente di filosofia della politica alla Statale di Milano; David Parenzo, conduttore e autore televisivo,
E' prevista la presenza del ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna
1 dicembre – ore 21 – Casa della Cultura, via Borgogna 3
"Sebben che siamo donne… rom - La via dei campi e la via dell'arte"
Presenzia: Ferruccio Capelli, presidente Casa della Cultura
Introduce: un esponente dell'UNAR.
Rebecca Covaciu, rom rumena, premio UNICEF per i disegni;
Laura Halilovic, rom bosniaca, autrice di "Io, la mia famiglia rom e Woody Allen";
Dijana Pavlovic, rom serba, attrice
Nel corso dell'incontro saranno proiettati frammenti delle realizzazioni artistiche
9 dicembre - ore 21 - Auditorium San Fedele, via Hoepli 3/b
Concerto conclusivo con artisti rom e italiani organizzato con la Fondazione De André (programma in via di definizione)
Tutti gli eventi sono a ingresso libero
giovedì 21 ottobre 2010
Lettera ai giornali
Donatella Ascari - Segretaria Ass.Them Romanò Onlus - Reggio Emilia
Con Dosta! La Campagna del Consiglio d'Europa per dire basta al razzismo, ci siamo messi in piazza a disposizione di tutti coloro che volessero chiederci della nostra vita, del nostro lavoro, volevamo farci conoscere per combattere i pregiudizi che ci accompagnano da secoli solo perché, unici e rari, ci consideriamo cittadini del mondo. Abbiamo suonato con i nostri violini, abbiamo offerto cibo, mostrato le roulotte e, alla politica, abbiamo chiesto precisamente si essere coinvolti nelle decisioni che ci riguardano, di partecipare alla gestione dei campi, di avere voce. E' invece partita una assurda polemica in cui, ancora una volta, nessuno ci ha consultato. Tutti ci parlano addosso e nessuno ci ascolta, è proprio questo che non sopportiamo più. Noi siamo cittadini reggiani solo quando, in campagna elettorale, vengono a chiederci i voti, poi ridiventiamo un fastidio, un problema che, addirittura il signor Sindaco paragona a tossicodipendenti e carcerati. Vorremmo chiarire che la vita nomade è una scelta, una cultura, un diritto che abbiamo difeso in centinaia di anni di persecuzioni fino ai campi di sterminio. Nessuno è obbligato a vivere da sinto o rom, tutti possono decidere altrimenti, ma non è concepibile che si pretenda di "normalizzarci" come se il nostro stile di vita fosse una colpa. Noi vogliamo l'uguaglianza non essere tutti uguali, quando tutti sono uguali si chiama totalitarismo e noi ricordiamo meglio di voi cosa vuol dire. Non abbiamo chiesto case popolari, chi vuole può fare domanda come tutti gli altri, ma la maggioranza di noi preferisce vivere con il proprio nucleo famigliare non in campi di concentramento ma in situazioni dignitose. Per questo chiediamo che si trovi il modo ci legalizzare le nostre residenze in piccoli appezzamenti di terreno che abbiamo acquistato, senza il contributo di nessuno, intorno alla città e su cui viviamo da decenni. Noi amiamo vivere all'aria aperta, girare con le nostre giostre tra sagre e fiere a contatto con la gente, come pensate che potremmo parcheggiare una giostra nel garage di una casa popolare? Volete anche che cambiamo lavoro, volete spegnere il circo, i Luna Park? Già si sta andando su questa strada: a Rubiera, a Sant'Ilario e a Poviglio si vogliono spostare le giostre lontano da dove sono i bambini e il nostro pubblico, perché si cerca di mettere in difficoltà interi nuclei famigliari che di questo vivono, volete creare nuovi disoccupati? Ogni volta che cerchiamo di mantenerci con le nostre sole forze, si cerca di emarginarci, perché noi dobbiamo essere quelli che chiedono l'elemosina. Già combattiamo contro i pregiudizi dei cittadini ma se la politica, che dovrebbe portare equilibrio, ci indica come problema, come si potrà creare un clima positivo in città? Siamo molto delusi ma non vogliamo richiuderci tra noi, noi abbiamo offerto la nostra disponibilità, spetta alla politica e alla città fare la sua parte, noi siamo già cittadini del mondo e non solo dell'Europa, la nostra casa è la famiglia non una costruzione in mattoni e non c'è nessuna porta tra noi e chiunque voglia conoscerci.
domenica 17 ottobre 2010
Dialog Festival 2010: FESTA ROM
sabato 23 ottobre · 19.00 - 23.30
presso: Affabulazione - Piazza Marco - Vipsanio Agrippa 7h - Ostia Lido, Roma
INGRESSO LIBERO
In occasione della quinta edizione del Dialog Festival a cura dell'Ass.ne Le Sirene, l'Ass. Cult. Affabulazione e Amnesty International Municipio XIII, in collaborazione con il Centro giovanile Lo Spazio, presentano per il secondo anno consecutivo FESTA ROM.
Programma
Ore 19:00 * Mostra fotografica sul campo rom di Acilia Sud a cura di Amnesty International
Ore 20:00 * cena a sottoscrizione con piatti tipici rom a cura di Dragan e Michela
Ore 21:00 * Spettacolo teatrale “Volisma?” con Sara Aprile : CantaStorie – Autrice e Francesca Romana Fioravanti : Violino.
"Volisma" in romanì significa: “mi vuoi bene?” questa è solo una delle tante cose che ho appreso dai Rom…incontrandoli, conoscendoli da vicino, cuore a cuore… “Volisma” non è uno spettacolo rom-antico né sdolcinato, è un racconto nato da mille racconti, è un modo per incontrare un popolo che vive accanto a noi ma che spesso non vediamo…o non vogliamo vedere…. Ma c’è! Attraverso i racconti di donne, Donne Rom, si abbattono pregiudizi, si comprende la storia…la vita, nelle piccole cose, in quelle belle e in quelle brutte, buffe o strane…dure, magiche o vere… e si crea una via… nuova! Raccontare storie è da sempre, per ogni popolo una via per tramandare… per ricordare, per non dimenticare...
Info: 06 45432479
Ass.Cult.Affabulazione