domenica 3 agosto 2008

Savorengo Ker: la casa di tutti

English Version



Savorengo Ker (in lingua Romanés “la casa di tutti”) è stata progettata e realizzata insieme da Rom e Gagè con l’idea di valorizzare le pratiche abitative e costruttive proprie dei Rom e di inserirle in una proposta comprensibile ed ammissibile dai non Rom. Nasce da un lavoro di ricerca sugli stili di vita, le tipologie abitative e le tecniche costruttive adottate dai Rom, da tante visite alle migliori case dei campi, e in seguito da un cantiere-scuola di un mese diretto dai più abili costruttori del campo Casilino 900, che ha prodotto un apprendimento reciproco tra uomini, donne, bambini, docenti, studenti, architetti e professionisti, e che si è concluso ogni sera di fronte a fuochi, grigliate, brindisi, racconti e discussioni su cosa costruire il giorno dopo.

Savorengo Ker è una casa sperimentale. È la costruzione di un processo aperto e indeterminato in cui in partenza non si conoscono gli esiti finali, è il frutto dell’incontro tra due culture diverse che decidono di mettersi in gioco, per costruire sul campo le stesse regole del gioco e per meravigliarsi ogni giorno dei risultati ottenuti. Le sue forme inedite, le sue dimensioni, cosi come le sue decorazioni e la sua immagine non potevano che nascere da un tale processo di sperimentazione relazionale.

Savorengo Ker non è una casa per i Rom, ma è una casa per tutti. È un’idea abitativa che i Rom propongono per chi oggi in Italia cerca casa, mettendo a disposizione le loro strategie ecologiche ed economiche: i bassi livelli di consumo, il recupero e riciclaggio dei materiali costruttivi, l’autocostruzione, la flessibilità e implementabilità della casa, tutti elementi che insieme alla concezione solidale della famiglia allargata, rappresentano una risorsa importante da riconsiderare per rispondere alla crisi abitativa italiana.

Savorengo Ker non è la soluzione al problema abitativo dei Rom, ma vuole essere presa in considerazione come una delle soluzioni possibili all’interno di un ventaglio di risposte plurali e differenziate che va dalle case popolari agli alloggi a canone sociale, dalle case in affitto alla costruzione in terreni di proprietà, fino alla possibilità di continuare a vivere spostandosi, come desidera una esigua minoranza di Sinti e di Rom Calderasha.

Savorengo Ker è l’alternativa al container, si confronta con i suoi costi, con le sue prestazioni e con le sue capacità di produrre comunità e ambienti urbani vivibili. Vuole rispondere con una proposta a quelle abitazioni prive dell’abitabilità con pareti spesse pochi millimetri, pensate come ricoveri provvisori e d’emergenza, troppo piccole per le famiglie allargate, troppo rigide per poterle personalizzare, troppo calde d’estate, troppo fredde d’inverno.

Savorengo Ker è stata chiamata una “baracca con i documenti”, nasce dalla tecnologia della baracca ma rispetta le leggi ed ha tutti i documenti in regola per avere l’abitabilità: è una vera e propria casa. Ha una struttura in legno, è flessibile, estendibile, autocostruibile, è più sicura, più ecologica ed energeticamente sostenibile di un container. Costa 8.000 euro di materiali e 11.000 euro di manodopera, è una casa di due piani, ha pareti coibentate di 15 cm di spessore, ha tre stanze da letto, bagno, cucina, soggiorno e veranda, per un totale di 70 mq commerciali, e costa quanto un container di 32 mq.

Savorengo Ker intende far superare il modello del Campo Nomadi, unica soluzione imposta oggi ai Rom e domani forse a tutti i cittadini italiani e stranieri che non riescono a provvedere a un tetto per le loro famiglie. Spazi disumani prodotti contro ogni logica di sviluppo sostenibile, soluzioni perennemente provvisorie e invivibili che dietro un ordine solo apparente nascondono degrado sociale ed emarginazione, con altissimi costi di realizzazione e di gestione, esempi fallimentari nei confronti di una politica di integrazione e di una reale assunzione di responsabilità da parte dei Rom.

Savorengo Ker è il nome di una costituenda cooperativa edile, formata dai Rom che hanno costruito la casa e in collaborazione con gli architetti, le università e i professionisti che hanno contribuito a realizzarla. La cooperativa intende proporre altri modelli abitativi, studiarne forme di aggregazione, immaginare habitat sempre più complessi fino a trasformare i campi in quartieri.

Savorengo Ker non è un modello da clonare in migliaia di esemplari, ma è un metodo di lavoro che può produrre case di infiniti tipi diversi, per garantire la crescita di piccole “microaree” a gestione familiare, integrate nel tessuto urbano, a contatto con i quartieri della città. Non è una casa per tutti ma una casa per ciascuno, può essere montata facilmente da cooperative di Rom insieme ai futuri abitanti, che in questo modo oltre ad avere una casa, potranno imparare anche un lavoro, avere un reddito ed ottenere i documenti necessari per continuare a vivere in Italia.

Il 28 luglio scorso, a mezzogiorno, Savorengo Ker è stata presentata al pubblico tra polemiche e manifestazioni di piazza contrarie al progetto. A fare scalpore il fatto che i Rom abbiano prodotto una casa manifesto, un atto simbolico che racconta la volontà di mettere radici, di costruire una relazione stabile e integrata con il territorio in cui vivono oramai da quaranta anni, di non volere più essere considerati “nomadi” e abitare in modo provvisorio, tra roulotte, baracche e bagni chimici. E l’ hanno realizzata mettendo d’accordo tra loro le quattro diverse etnie del campo, i montenegrini, i kossovari, i bosniaci e i macedoni, attivando una sinergia creativa con Stalker ON, e trovando la collaborazione delle tre università pubbliche della capitale, di istituzioni culturali nazionali, di comunità religiose e associazioni cittadine.

Savorengo Ker continua a vivere e chiede il vostro sostegno intellettuale e civile per continuare la sua strada.

Per aderire al progetto Savorengo Ker: la casa di tutti manda una email a reterom@gmail.com


Savorengo Ker_Crediti

Un progetti di:

  • Comunità del Casilino 900
  • Stalker/Osservatorio Nomade
  • DIPSU/Dipartimento di Studi Urbani - Università di Roma TRE / Ricerca Nomadismo e Città

Direttori dei lavori:

  • Mirsad Sedjovic, Hakja Husovic, Bayram Hasimi, Nenad Sedjovic, Klej Salkanovic.

Con il sostegno di:
  • Biennale di Venezia / XI Biennale di Architettura / L'Italia cerca Casa
  • Triennale di Milano / Triennale Architettura / Casa per tutti - La vita nuda

Con il Patrocinio di:

  • VII Municipio di Roma

In collaborazione con:

  • Associazione Nova Vita
  • Pontificio Seminario Romano
  • Servizio di Medicina Solidale e delle Migrazioni del Policlinico di Tor Vergata
  • Dipartimento di Scienze Demografiche - Università di Roma “La Sapienza”
  • Cooperativa Ermes
  • Comunità di Sant’Egidio
  • Cooperativa sociale Assalto al Cielo
  • TAB Studio
  • Energetica Coop. Soc.

Gruppo di lavoro:
  • Klej Salkanovic, Dejan Devovic, Saltan Azovic, Rudija Sejdovic , Tony Adzovic, Antonio Salkanovic, Vezir Salkanovic, Najo Adzovic, Goran Sejdovic, Janez Salkanovic, Sami Alija.
  • Francesco Careri, Lorenzo Romito, Azzurra Muzzonigro, Ilaria Vasdeki, Aldo Innocenzi,Paolo Bruschi, Beverly Piersol, Fabrizio Boni, Andrea Valentini , Michele Carpani, Giuseppe Punzo, Riccardo Albani, Pascal Hentschel, Silvia Scaldaferro, Sandra Pia Piacentino, Camilla Sanguinetti, Renzo Sgolacchia, Barbara Dovarch.

sabato 19 luglio 2008

Savorengo Ker: inaugurazione

GUARDA IL TRAILER


Lunedì 28 luglio 2008 ore 12:00 - INAUGURAZIONE
c/o Campo Rom Casilino 900
Via Casilina 900, Roma


Savorengo Ker, la casa di tutti, è un esperimento di autocostruzione che si è tenuto nel Campo Rom 'Casilino 900', il campo più antico di Roma, che circa quaranta anni fa accoglieva le baracche degli italiani provenienti dal meridione.
Savorengo Ker è una casa costruita dai Rom delle quattro diverse etnie del Campo, riuniti in un progetto comune volto a dimostrare all'amministrazione e ai cittadini che è possibile proporre risposte concrete e praticabili all'emergenza abitativa. La casa in legno costruita dai Rom con la collaborazione di Stalker/ON e il sostegno del Dipartimento di Studi Urbani dell'Università di Roma Tre, nasce come un' alternativa al container, unica soluzione prevista finora dalle amministrazioni. Savorengo Ker dimostra che allo stesso costo di un container di 32 metri quadrati è possibile costruire una casa di 70 metri quadrati su due piani, con soggiorno, cucina, servizi, tre camere e veranda, e che il costruire insieme la propria casa è un bellissimo modo per intessere legami e relazioni tra culture e persone diverse. Rom, associazioni, studenti, professori e cittadini in questa esperienza hanno condiviso immaginari, visioni del mondo e della vita, realizzando un prototipo di casa che non intende essere un modello da replicare nella sua forma architettonica, ma un modo differente di pensare l'abitare e la città.
Savorengo Ker è il primo spazio pubblico del Casilino 900, è una casa di tutti e per tutti. Accoglierà nel prossimo futuro diverse attività collettive: uno spazio di gioco e di studio per i bambini, un laboratorio per il centro di medicina solidale, ma soprattutto darà vita ad una cooperativa di autocostruzione fatta dai Rom per fornire supporto al progetto di rigenerazione del campo. La cooperativa potrà inoltre lavorare nello sviluppo e nel progetto di altri insediamenti per le persone che non hanno casa, siano essi Rom o cittadini Italiani e stranieri in perenne attesa di una casa.


Ore 12.00 /Conferenza stampa

Introdurranno:

  • Francesco Careri, Stalker/ON, Università di Roma Tre
  • Najo Adzovic, Associazione Nova Vita
Sono invitati:
  • Gianni Alemanno, Sindaco di Roma
  • Carlo Mosca, Prefetto di Roma, Commissario per l’emergenza nomadi per Roma ed il Lazio
  • Prof. Mario Quinto, Università di Roma Tre, Consulente della Prefettura per la negoziazione sociale
  • Roberto Mastrantonio, Presidente VII Municipio di Roma
  • Prof. Giorgio Piccinato, Direttore del Dipartimento di Studi Urbani, Università di Roma Tre
  • Prof. Francesco Cellini, Preside della Facoltà di Architettura, Università di Roma Tre
Con la partecipazione di:
  • Don Paolo Lojudice, Pontificio Seminario Romano
  • Don Bruno Nicolini, Pastorale Rom e Sinti e Centro Studi Zingari
  • Dott. Lucia Ercoli, Servizio di Medicina Solidale e delle Migrazioni del Policlinico di Tor Vergata
  • Prof. Marco Brazzoduro, Dipartimento di Scienze Demografiche - Università La Sapienza
  • Lucio Conte, ex Consigliere del VII Municipio di Roma, gruppo misto
  • Valerio Musillo, Cooperativa Ermes
  • Paolo Ciani, Comunità di Sant'Egidio
  • Amedeo Schiattarella, Presidente Ordine Architetti di Roma
  • Francesco Garofalo, curatore della mostra - L'Italia cerca Casa - alla Biennale di Venezia
  • Dott. Marco Nuccetelli, N.A.E., Nucleo Assistenza Emarginati VII Municipio di Roma

Ore 13.00 /Foto di gruppo Savorengo Cer

a cura di Giorgio de Finis


Ore 18.00 - 22.00 /Inaugurazione
  • Presentazione del progetto
  • Festa e concerto delle Nuove Tribù Zulu

Contatti:
Azzurra Muzzonigro 333 1060543
Ilaria Vasdeki 338 4104677
Francesco Careri 347 4142500


martedì 24 giugno 2008

Romano Ker: casa rom

Iniziano questa settimana i lavori per la realizzazione del prototipo di casa modulare presso il campo di Casilino 900 di Roma. Il progetto, ideato dal gruppo Stalker/On e dai rom del Casilino e di via del Foro Italico, servirà a mostrare le potenzialità di un approccio ecologico - trattato in termini sociali, oltre che ambientali - per affrontare l'emergenza abitativa delle comunità Rom presenti nella Capitale.

Partendo da strategie semplici quali l'autocostruzione ed il riuso dei materiali, i Rom del Casilino 900, insieme al gruppo Stalker ed agli studenti del corso di Arte Civica della Facoltà di Architettura di Roma Tre, costruiranno un modulo abitativo economicamente sostenibile, espandibile e riciclabile.

Il progetto si presenta come una valida alternativa ai costosissimi ed angusti container, acquistati dal Comune di Roma per allestire i nuovi campi attrezzati, e consentirà ai Rom di partecipare attivamente alla costruzione delle loro case (con investimenti economici e manodopera) e alla manutenzione. Inoltre, grazie alla struttura modulare del prototipo, le stesse case potranno successivamente essere ampliate per permettere alle famiglie, tradizionalmente molto numerose, di vivere dignitosamente sotto lo stesso tetto.

In occasione del lancio di questa iniziativa, Reterom pubblica in esclusiva un video in due puntate, presentato in anteprima alla Triennale di Milano, che narra il cammino di un progetto divenuto terreno di incontro tra due culture su un tema antico quanto l’uomo: l’abitare.

Immagini: Aldo Innocenzi, Cecilia Pirovano e Francesco Careri
Montaggio: Fabrizio Boni

Romano Ker - prima parte


Romano Ker - seconda parte

sabato 21 giugno 2008

Milano: Stelian Covaciu, rom del gruppo EveryOne e missionario cristiano, pestato e minacciato dalla polizia

E’ IN GRAVI CONDIZIONI ALL’OSPEDALE SAN PAOLO DI MILANO

GRUPPO EVERYONE: “AZIONE SQUADRISTA, CHIEDIAMO L’AIUTO URGENTE DELL’EUROPA E DEI MEDIA INTERNAZIONALI”


Dopo l'aggressione avvenuta la mattina del 17 giugno nei confronti di Rebecca Covaciu - la bambina che si è aggiudicata il Premio Unicef 2008 per le sue doti artistiche - e dei suoi familiari, ieri sera, 20 giugno 2008, a Milano, un altro pestaggio, ancora più violento e inquietante, ha colpito il papà di lei, Stelian Covaciu, missionario della Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale. Ad aggredire Stelian, membro da diverso tempo del Gruppo EveryOne, due agenti di Polizia in divisa, intorno alle 22.

Gina Covaciu, moglie di Stelian, chiamava ancora gli esponenti del Gruppo EveryOne che, insieme a un responsabile dell'associazione milanese Naga, allertava un'ambulanza e le forze della Polizia di Stato, che accorrevano sul luogo dell'agguato e conducevano l'uomo, pieno di contusioni e traumi interni, sofferente e in stato confusionale, presso l'ospedale San Paolo, dove veniva sottoposto a esami e ricoverato.
E' tuttora in prognosi riservata. Dopo aver allertato il Partito Radicale, che raccoglieva i particolari dell'avvenimento per agire a tutela delle vittime sul piano politico, il Gruppo EveryOne contattava la questura centrale per assicurarsi che le autorità formalizzassero la denuncia di aggressione ed effettuassero indagini scrupolose. “Quando Gina ci ha chiamato,” riferiscono i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, “era talmente agitata e disperata che faticava ad articolare discorsi comprensibili. Vicino a lei, Stelian si lamentava, pronunciando parole sconnesse. Quando la donna si è calmata, ci ha raccontato i particolari dell'agguato. Gli stessi energumeni che avevano picchiato, insultato e minacciato i Covaciu si trovavano ancora davanti a loro. Stavolta però erano scesi da un'auto della polizia, in divisa e armati di manganelli. Dopo la prima aggressione, la piccola Rebecca, che è una ragazzina molto intelligente e intuitiva, ci aveva già detto che gli aguzzini della sua famiglia indossavano guanti simili a quelli che indossano i poliziotti. Un sospetto c’era, ma speravamo di sbagliarci. L'ipotesi più grave, invece, è stata confermata dai fatti e gli agenti razzisti hanno colpito ancora”.

Questa volta, però, la violenza degli uomini in divisa si è concentrata sul capofamiglia Stelian. La loro azione brutale si svolgeva in piazza Tirana, nei pressi della Stazione San Cristoforo, dove la famiglia vive all'interno di un riparo di emergenza, fatto di teli e cartone. “Gli agenti si sono avvicinati all'uomo,” proseguono i leader di EveryOne “e l'hanno apostrofato con un tono minaccioso: 'Ci riconosci? Hai fatto un errore a parlare con i giornalisti, un errore che non devi ripetere'. Quindi hanno cominciato a picchiarlo con cieca violenza, sia con i pugni che con i manganelli, riducendolo in condizioni penose. Mentre Stelian era a terra, l'hanno insultato e minacciato: 'Non raccontarlo a nessuno o per te saranno guai ancora maggiori'. Quando i due picchiatori si sono allontanati, Gina, i figli e alcuni concittadini di Stelian l'hanno soccorso. Lui si lamentava ed era in evidente stato di shock. Fortunatamente la targa della volante è stata presa ed è ora in nostro possesso.

Intanto un'attivista sopraggiungeva sul posto e raccoglieva numerose testimonianze da parte dei Rom che vivono nei dintorni della stazione di San Cristoforo, che confermavano le parole di Gina Covaciu ovvero che due poliziotti in divisa, scesi da un'auto della polizia, erano gli autori del violento pestaggio. "E' necessario che si ponga fine a questa persecuzione” concludono gli attivisti. “Sappiamo che le forze dell'ordine sono formate per la maggior parte da agenti che operano seguendo il codice etico europeo. Ci appelliamo anche a loro affinché i razzisti e i violenti siano isolati e perseguiti. Un Paese che si rende colpevole di una simile ingiustizia, un Paese che accetta tanta violenza, tanta crudeltà verso un intero popolo è un paese imbarbarito, è un Paese che ha perso la strada dei Diritti Umani ed è vicino a una crisi dei valori tanto grave da essere paragonata all'Italia delle leggi razziali, dei manganelli, delle camicie nere e dei treni per Auschwitz”.

Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
Tel: + 393348429527 - + 393313585406

Rome to Roma_diario nomade



Presentato a Roma, presso la Casa dell'Architettura, "ROME TO ROMA_diario nomade", un film documentario di Giorgio de Finis, realizzato in collaborazione con Stalker/Osservatorio Nomade, Università di Roma Tre, TU Delft, Belgrade University, KTH Stockholm, UN Habitat Office Belgrade e Triennale di Milano. Il film è stato girato durante il viaggio fra le comunità rom di Roma, Serbia e Macedonia organizzato da Stalker/Osservatorio Nomade lo scorso febbraio nel corso del progetto Campus Rom.

Sono intervenuti alla presentazione del film:
Amedeo Schiattarella, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma
Carlo Mosca, Prefetto di Roma
Francesco Careri e Lorenzo Romito, per Stalker/On
Tullio De Mauro, Università La Sapienza di Roma
Luca Bravi, Università di Firenze
Don Bruno Nicolini, Presidente Centro Studi Zingari
Stefano Boeri, Direttore di “Abitare”
Francesco Garofalo, Curatore del Padiglione Italiano XI Mostra Internazionale di Architettura, La Biennale di Venezia


Guarda il TRAILER

lunedì 12 maggio 2008

Sui letti del fiume

In questo video, realizzato da Aldo Innocenzi, Stalker presenta uno dei suoi ultimi laboratori sul territorio urbano, un'indagine sull'abitare informale lungo gli argini del Tevere. Il progetto è stato realizzato con gli studenti del corso di "Arte civica" della Facoltà di Architettura dell'Università Roma Tre, tenuto da Francesco Careri.

Per saperne di più:
Sui letti del fiume
Autodialogo su Stalker e i nomadi di Francesco Careri

Immagini e Montaggio: Aldo Innocenzi


Sui letti del Fiume-prima parte


Sui letti del Fiume-seconda parte


Sui letti del Fiume-terza parte